Caffè di giovedì 8 giugno 2023

di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 8 giugno 2023.

IX settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12,28b-34)
 
In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocausti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio».
E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

Se anche tu che hai ascoltato questo Vangelo vuoi interrogare Gesù su come ti devi orientare tra i tanti comandi che possono farti arrivare fino a Lui, sappi che fai bene ma vuol dire che ti vuoi impegnare in un cammino verso mete altissime. Non stai chiedendo un modo generico per camminare impegnato ma stai chiedendo quale sia la prima cosa da fare e che racchiude tutte le altre.

Gesù però non è l’oracolo che ti dà la risposta giusta per poi tornartene alle tue abitudini quotidiane; Lui ti indica una strada da percorrere in avanti visto che fino a Lui sei già arrivato. Una strada che ti cambia la vita. Non rimanere fermo al punto di partenza. Magari finora gli hai dato qualcosa di te ma il comando di oggi è molto chiaro “Amalo con tutto te stesso, anima, mente e forza” . In poche parole : “Ascolta e datti da fare”.

Ci viene detto per tre volte “Tutto” e quindi non possiamo non capire bene. A Dio non si da qualche cosa ma…tutto! Questa è la radicalità evangelica, le virtù vissute con eroicità o il dono della vita fino al martirio tipico dei santi che sono dei grandi innamorati di Dio.

Amare è la nostra più grande necessità: se non ci innamoriamo del bene e di Dio, ci consoleremo con surrogati molto scarsi, a buon mercato che ci faranno sballare per un po’ ma non ci riempiono di quella pienezza a cui tutti tendiamo.

Se non lo consideriamo veramente il nostro “Tutto” vuol dire che ci fidiamo fino a un certo punto di Lui perché ci teniamo qualcosa che ci dà più sicurezza. Vogliamo qualche punto d’appoggio nostro e invece ci viene chiesto di essere sbilanciati verso di Lui. Questo qualcosa che ci trattiene dal dono totale sono i nostri piccoli grandi idoli a cui votiamo la vita e che ci danno le nostre sicurezze come se Dio non fosse abbastanza. Il nostro primo idolo è il nostro “IO”. L’unica eccezione che possiamo fare è con il prossimo se lo amiamo proprio come il nostro IO. Tutto il resto è egoismo e egocentrismo.

Bisogna donare se stessi e non olocausti e sacrifici che per quanto ci costano sono qualcosa di esterno a noi. Sacrifichiamo noi stessi per Dio e il prossimo e ci ritroveremo soddisfatti e compiutamente noi stessi. Siamo dono e se ci teniamo stretti non realizziamo la nostra vocazione. Siamo dono e se amiamo con tutto noi stessi siamo e saremo felici.

Preghiamo

O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
ascolta la nostra umile preghiera:
allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per Cristo nostro Signore. Amen

Una buona e santa giornata a tutti voi!

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