di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 9 giugno 2023.
IX settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 12, 35-37)
In quel tempo, insegnando nel tempio, Gesù diceva: «Come mai gli scribi dicono che il Cristo è figlio di Davide? Disse infatti Davide stesso, mosso dallo Spirito Santo:
“Disse il Signore al mio Signore:
Siedi alla mia destra,
finché io ponga i tuoi nemici
sotto i tuoi piedi”.
Davide stesso lo chiama Signore: da dove risulta che è suo figlio?».
E la folla numerosa lo ascoltava volentieri.
Nel vangelo di oggi, assistiamo ad una critica sottile e molto dura ai dottori della legge, rispetto all’idea che essi avevano della venuta del Messia. Essi si aspettavano un uomo della casa di Davide (significa questo l’espressione “Figlio di Davide”), che con forza e potenza avrebbe riportato lo splendore nel Regno di Israele. Non avevano niente di meglio da aspettarsi, che la fine della dominazione e la libertà politica, un Messia che avrebbe trionfato su tutti i nemici.
Gesù vuole però sgombrare il campo da queste interpretazioni, che non rendono ragione della missione ben più grande di Gesù. In poche parole, invita a riflettere su quale attesa essi avevano del Messia, e in cosa consistesse veramente il suo essere Figlio. Le idee molto umane che rivestivano questa attesa dell’intervento di Dio erano vere? O i progetti di Dio, invece, sarebbero stati diversi? E, infatti, sarebbe stato proprio così.
L’essere Messia significava in realtà portare a compimento il disegno di salvezza non mediante un nuovo regime politico o militare, ma portando a compimento la vittoria dell’amore sulla morte. Il modo di rivelarsi del Signore sfida sempre la nostra previsione, non si può calcolare. Il Signore ci doni un cuore capace di aprirsi alla sua novità, per essere modellato a sua immagine.
Preghiamo.
O Dio, che nella tua provvidenza
tutto disponi secondo il tuo disegno di salvezza,
ascolta la nostra umile preghiera:
allontana da noi ogni male e dona ciò che giova al nostro vero bene.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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