di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 13 giugno 2023.
X settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Antonio di Padova, sacerdote e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,13-16)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».
Il sale è un ingrediente primo che non si può ottenere naturalmente aggiungendo altri elementi, ma solo chimicamente attraverso una reazione, e il sale è un elemento insignificante, un ingrediente molto piccolo, minuto ma fondamentale per dare sapore ad ogni piatto che si cucina e anche per la conservazione degli alimenti. Quando uno mangia un buon piatto, un primo o un secondo ben salato in modo corretto, proprio il sapore che genera il sale permette di ringraziare, di lodare il cuoco.
E’ proprio la nostra vita. Se Gesù ci chiama “il sale della terra” è perché assaporando e donando sapore alla vita di tutti i giorni quel sapore che viene proprio da Cristo, da quel profumo che ci è stato donato nel battesimo, noi possiamo vivere nascosti e generare il gusto alla vita non solo per noi stessi ma per i fratelli che vivono accanto a noi.
Di conseguenza questo sapore diventa luce, luce perché la luce non può essere nascosta, la luce di per sé stessa genera una chiarezza che non si può offuscare. Allora siamo chiamati a diventare coscienti di quella luce che siamo e vivere le opere buone che ci sono date proprio per rendere gloria a Dio, ma non solo noi stessi, perché se noi rimaniamo nascosti, rifugiati dal nostro “io” allora può risaltare il Dio della nostra vita, che ci ha chiamato ad espandere questo profumo, questo gusto e questo sapore alla vita della chiesa e della umanità.
Così è stato per Santo Antonio di Padova che nel suo cammino di discernimento, di scoperta della vocazione ha trovato delle qualità personali naturali, di predicazione, di misericordia e di pietà che coscientemente ha ridonato a Dio e ha reso gloria al Padre dei cieli.
Preghiamo
Dio onnipotente ed eterno,
che in sant’Antonio [di Padova]
hai dato al tuo popolo un insigne predicatore
e un patrono dei poveri e dei sofferenti,
fa’ che per sua intercessione
seguiamo gli insegnamenti del Vangelo
e sperimentiamo nella prova
il soccorso della tua misericordia.
Per il nostro Signore Gesù Cristo.
Una santa e buona giornata a tutti voi!
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