di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 giugno 2023.
XI settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 5,43-48)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Avete inteso che fu detto: “Amerai il tuo prossimo” e odierai il tuo nemico. Ma io vi dico: amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano, affinché siate figli del Padre vostro che è nei cieli; egli fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti. Infatti, se amate quelli che vi amano, quale ricompensa ne avete? Non fanno così anche i pubblicani? E se date il saluto soltanto ai vostri fratelli, che cosa fate di straordinario? Non fanno così anche i pagani? Voi, dunque, siate perfetti come è perfetto il Padre vostro celeste».
In un mondo che premia il merito e punta all’eccellenza, anche le parole del Vangelo di oggi sembrano non essere da meno. Essere perfetti come il Padre è, infatti, l’ambizioso traguardo che Gesù ci pone davanti. Non sta forse esagerando? Gesù non ha fissato l’asticella troppo in alto? E poi, non sarebbe forse, per noi poveri uomini, un atto di orgoglio farsi attrarre dal così irraggiungibile obiettivo di essere perfetti come Dio?
Se il Vangelo chiedesse qualcosa di irraggiungibile sarebbe da buttare. Se il Vangelo chiedesse l’impossibile non sarebbe più una buona notizia, una scommessa fattibile, ma una frustrante delusione, una lettura edificante riservata a pochi fortunati, nati già con l’aureola. Il Vangelo chiede di amare, di amare sempre e di amare tutti. Il Vangelo chiede di amare come Gesù, di amare i nemici e di pregare per loro, di amare anche chi ci fa del male e di salutare chi neppure ci guarda. Chi ama così, ama come Dio e partecipa della sua perfezione, perché Dio è amore. Se Dio è amore, amore di Padre che manda il sole e l’acqua sui buoni e sui cattivi, allora chi ama come lui, come un suo figlio, ha come destinatari del suo amore chi questo amore lo merita, ma anche no.
Ecco, al riguardo alcune semplici e convincenti parole di Santa Teresa di Lisieux: “La carità perfetta consiste nel sopportare i difetti altrui, non stupirsi assolutamente delle loro debolezze, edificarsi dei minimi atti di virtù che vediamo praticare… La carità non deve consistere nei sentimenti, ma nelle opere. Devo cercare la compagnia delle sorelle che mi sono meno simpatiche… Una parola, un sorriso gentile, spesso bastano per illuminare un’anima triste… Voglio essere gentile con tutte (e in modo particolare con le sorelle meno gentili) per rallegrare Gesù… Certo, al Carmelo non si incontrano nemici, ma in fondo ci sono delle simpatie, ci si sente attirate verso una sorella mentre un’altra ti farebbe fare un lungo giro per evitare d’incontrarla… Gesù mi dice che questa sorella bisogna amarla, che bisogna pregare per lei, anche quando il suo comportamento mi portasse a credere che non mi vuol bene: «Se amate quelli che vi amano, che merito ne avrete? Anche i peccatori fanno lo stesso». E non basta amare, bisogna dimostrarlo. Naturalmente, siamo felici di fare un regalo ad un amico, ci piace soprattutto fare sorprese, ma la carità non consiste affatto in questo, perché anche i peccatori fanno così”.
Preghiamo.
Infiamma, o Padre, i nostri cuori con lo Spirito del tuo amore,
perché pensiamo e operiamo secondo la tua volontà
e ti amiamo nei fratelli con sincerità di cuore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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