Caffè di giovedì 22 giugno 2023

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 giugno 2023.

XI settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 6, 7-15)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

Che bello tornare a questa pagina del Vangelo, che bello sapere che pregando il “Padre nostro” noi diciamo le parole stesse di Gesù!

Notiamo che nell’introduzione Gesù ripete per due volte: voi non fate come i pagani. Gesù sa che non tutti sono suoi discepoli, sa che viviamo in un contesto di paganesimo, e ci dice: voi non fate così! Il nostro modello non è il mondo.

Ma soprattutto, Gesù ci dice come dobbiamo fare; c’è un altro “come” ripetuto due volte, ed è un legame tra noi e Dio: come in cielo, così in terra; come Dio perdona, anche noi perdoniamo. Ecco la via per essere figli del Padre nostro che è nei cieli: prendere lui come modello, come criterio della nostra vita. Anzi, di più: è l’unione con lui che ci dà la possibilità e la forza di pregare e agire come suoi figli.

Un secondo pensiero è legato alle sette domande contenue nel “Padre nostro”. Le prime tre sono riferite a Dio, a ribadire che è lui il centro della nostra vita. C’è poi una sola domanda riferita ai nostri bisogni materiali, sintetizzati nel pane quotidiano. E poi ci sono le ultime tre domande, legate al tema del male: Gesù insiste molto su questo punto, e lo sviluppa anche nella conclusione. Ci insegna a chiedere al Padre di liberarci dal male, di aiutarci nella tentazione e di perdonare i nostri peccati, anche qui con l’impegno ad essere suoi figli, perdonando come lui.

E’ importante non dimenticare questa parte dell’insegnamento cristiano: il male esiste, ed è il male morale, il peccato. Questo vuol dire, da una parte, che la morale non è un’invenzione umana, ma un’ispirazione di Dio a seguire il bene ed evitare il male; dall’altra, che l’impegno e la battaglia più importante dei cristiani non è per le cose di questo mondo, ma per le cose dello spirito, per la salvezza delle anime.

Allora, ogni volta che preghiamo il “Padre nostro”, lodiamo e supplichiamo il Signore che ci renda sempre più suoi figli, liberandoci dal male e facendoci capaci di amare e perdonare come lui: è questa la sua volontà e il suo regno!

Preghiamo.
O Dio, fortezza di chi spera in te,
ascolta benigno le nostre invocazioni,
e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto,
soccorrici sempre con la tua grazia,
perché fedeli ai tuoi comandamenti
possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere.

Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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