di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 24 giugno 2023.
Solennità di San Giovanni Battista.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 57-66.80)
Per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
Il bambino cresceva e si fortificava nello spirito. Visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele.
Il racconto della nascita di Giovanni è molto scarno, mentre si lascia più spazio alla narrazione della sua circoncisione, con il prodigio che accompagna la scelta del nome da parte di Elisabetta e Zaccaria. L’evangelista Luca farà, invece, il contrario con Gesù, dedicando più spazio per la sua nascita, rispetto alla circoncisione. Il dolce contrasto è voluto proprio per sottolineare da una parte la profonda appartenenza del Battista al popolo di Israele, dall’altra il mistero fondamentale dell’Incarnazione di Cristo.
«Che sarà mai questo bambino?», si domandano tutte le persone, e probabilmente pensano che quel miracolo sia l’anticipazione del successo e dell’importanza che quel figlio di sacerdote avrà in Israele. In effetti, già il suo nome, che ci parla della “Grazia di Dio”, è l’annuncio di una «visita dall’alto» – come canterà subito dopo il suo papà, ma l’importanza di quel bimbo, come sappiamo, sarà tutta nel farsi annunciatore del Messia, sempre docile alla spinta e alla voce dello Spirito, fino a donare la sua vita. Ecco, «che ne sarà di quel bambino»!
Il brano si conclude dicendo che «visse in regioni deserte fino al giorno della sua manifestazione a Israele», cioè rinunciò a ogni realizzazione puramente umana e materiale, per prepararsi alla sua vocazione. La grandezza del Battista, già prefigurata nella sua nascita, è proprio nell’ascolto dello Spirito, nell’accoglienza di Dio e nell’umiltà della vita, caratteristiche non esaltate dal mondo, ma che permettono la piena realizzazione di questo bambino come uomo e come profeta
In questi giorni, nel nostro emisfero terrestre, le giornate cominciano ad accorciarsi, mentre, viceversa, nei giorni di Natale, si allungano: ebbene, tenendo conto degli effettivi sei mesi di distanza tra Giovanni e Gesù, la Chiesa ha voluto collocare liturgicamente le due solennità proprio in questi giorni, ricalcando il motto del Battista verso suo cugino: «Lui deve crescere e io diminuire». Questa è la vera grandezza di ogni credente e la vocazione incisa in ciascuno di noi fin dalla nascita e dal battesimo: lasciar crescere Cristo in noi fino alla sua pienezza.
Preghiamo.
O Dio, che hai suscitato san Giovanni Battista
per preparare a Cristo Signore un popolo ben disposto,
concedi alla tua Chiesa la gioia dello Spirito,
e guida tutti i credenti sulla via della salvezza e della pace.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
***
Prossime iniziative nei nostri conventi
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.