di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 giugno 2023.
XII settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10, 26-33)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Il Vangelo di questa dodicesima domenica del Tempo Ordinario riporta una serie di detti del Signore, che dovremmo imprimere nel nostro cuore per trasformarli poi nel nostro agire nei confronti dei fratelli. Sostanzialmente, possono essere riconducibili a due grandi esortazioni o inviti, legati strettamente tra di loro. Il primo è non aver paura di chi uccide il corpo – ossia di chi si oppone in tutti i modi alla nostra persona intesa nella sua globalità, comprendendo quindi il fisico, ma anche la ragione e il cuore – perché non può fare nulla di fronte al progetto che Dio intende realizzare in noi, cioè la sua volontà, in vista della nostra realizzazione, se veramente la desideriamo, impegnandoci ad accoglierla. E, di conseguenza, il secondo invito è avere il coraggio di testimoniare, senza arrossire né vergognarsi di essere seguaci di Gesù.
Di che cosa invece dovremmo avere veramente paura, e su che cosa quindi possiamo costruire il nostro coraggio? La risposta di Gesù è chiara: “Abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di uccidere e l’anima e il corpo”, ossia di chi può davvero compromettere tutto il nostro essere e il nostro destino ultimo. In altri termini, la nostra grande paura deve essere quella del male che viene dal peccato e di chi ne è il portatore, il demonio. Di conseguenza, il nostro coraggio si dovrà fondare unicamente sul fatto che Gesù, nel suo mistero di morte e risurrezione, ha già sconfitto il maligno, e il nostro impegno sarà imparare ad accogliere questo mistero nella nostra vita, lasciandolo operare, lasciandoci insomma trasformare da lui. Proprio lui, nelle parole del Vangelo, è come se ci dicesse: guarda che tu per me sei tutto il mio amore, vali più di ogni altro essere vivente… Perfino i capelli del tuo capo sono tutti contati.
E allora, in conclusione, proviamo un po’ a riflettere. Quante volte siamo più preoccupati di ciò che ci dicono gli altri, o del male che intendono farci, cercando di difendere le nostre posizioni – in sé anche buone, compreso le nostre sane idee religiose – pretendendo magari di convincere a parole chi ha già deciso in cuor suo di non lasciarsi convincere? Invece, molto semplicemente, ci viene chiesto di credere alle parole di Gesù e di praticarle, non con la pretesa di far proseliti, ma con il desiderio di viverle, per scoprire in esse la verità che ci fa liberi, accettando anche di essere, agli occhi del mondo, dei “perdenti”, proprio come Gesù in croce, ma proprio per questa apparente sconfitta, riconosciuti come suoi veri discepoli davanti al Padre.
Preghiamo.
O Dio, che ci hai rinnovati
con il corpo e sangue del tuo Figlio,
fa’ che la partecipazione ai santi misteri
ci ottenga la pienezza della redenzione.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa domenica a tutti,
con la consueta benedizione di Gesù Bambino
in questo 25 del mese, giorno a lui dedicato.
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