di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 26 giugno 2023.
XII settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria Giuseppina di Gesù Crocifisso, carmelitana.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 7, 1-5)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non giudicate, per non essere giudicati; perché con il giudizio con il quale giudicate sarete giudicati voi e con la misura con la quale misurate sarà misurato a voi.
Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello, e non ti accorgi della trave che è nel tuo occhio? O come dirai al tuo fratello: “Lascia che tolga la pagliuzza dal tuo occhio”, mentre nel tuo occhio c’è la trave? Ipocrita! Togli prima la trave dal tuo occhio e allora ci vedrai bene per togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello».
Durante gli anni in cui frequentavo il liceo, al paese c’era una signora che dava ripetizioni e che era famosa per i suoi efficaci modi all’antica. Poteva capitare che i ragazzi meno volenterosi venissero riempiti di compiti extra e che a qualcuno di essi, per il dispiacere, scappasse qualche lacrimuccia. A quel punto lei era solita dire: “Piangi, piangi, che ti vengono gli occhi belli!”.
La fatica può far piangere, ma può anche portare a una crescita. E, mantenendo l’immagine usata da Gesù nel Vangelo, tale fatica spesso coincide col togliere la trave dal proprio occhio, il che vuol dire rinunciare non soltanto alle proprie colpe, ma anche ai pregiudizi sul prossimo. Tale rinuncia è un lavoro non facile che, come quando si toglie qualcosa incastrato nella palpebra, può causare qualche lacrima.
A quel punto gli occhi diventano più belli perché liberati da quel di più che ne offuscava la vista. È così che si acquista uno sguardo più ampio sulla realtà e sui fratelli, uno sguardo sempre più simile allo sguardo misericordioso di Dio Padre.
Questa fatica, questo lavoro quotidiano di purificazione dello sguardo non è qualcosa che possiamo compiere da soli, ma è possibile soltanto nell’abbandono fiducioso a Gesù, nella richiesta d’aiuto a lui. Il Fuoco del suo Amore consumi le travi dei nostri occhi e ci doni la grazia di contemplare la realtà e i fratelli così come li vede lui.
Preghiamo.
Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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