di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 luglio 2023.
XII settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Maria in sabato.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 8, 5-17)
In quel tempo, entrato Gesù in Cafàrnao, gli venne incontro un centurione che lo scongiurava e diceva: «Signore, il mio servo è in casa, a letto, paralizzato e soffre terribilmente». Gli disse: «Verrò e lo guarirò». Ma il centurione rispose: «Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di’ soltanto una parola e il mio servo sarà guarito. Pur essendo anch’io un subalterno, ho dei soldati sotto di me e dico a uno: “Va’!”, ed egli va; e a un altro: “Vieni!”, ed egli viene; e al mio servo: “Fa’ questo!”, ed egli lo fa».
Ascoltandolo, Gesù si meravigliò e disse a quelli che lo seguivano: «In verità io vi dico, in Israele non ho trovato nessuno con una fede così grande! Ora io vi dico che molti verranno dall’oriente e dall’occidente e siederanno a mensa con Abramo, Isacco e Giacobbe nel regno dei cieli, mentre i figli del regno saranno cacciati fuori, nelle tenebre, dove sarà pianto e stridore di denti». E Gesù disse al centurione: «Va’, avvenga per te come hai creduto». In quell’istante il suo servo fu guarito.
Entrato nella casa di Pietro, Gesù vide la suocera di lui che era a letto con la febbre. Le toccò la mano e la febbre la lasciò; poi ella si alzò e lo serviva.
Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la parola e guarì tutti i malati, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
“Egli ha preso le nostre infermità
e si è caricato delle malattie”.
Delle volte può affiorare nel cuore la tentazione di vivere la Santa Messa condizionati dai modi peculiari del sacerdote che la celebra: Tizio è bravo e preparato, ma è troppo lento; Caio è troppo veloce; Sempronio ha una voce strana… Purtroppo tale condizionamento può portare persino a partecipare o meno alla Santa Messa: Ah! Se celebra quello lì, non vengo neppure!
Alla radice, tale atteggiamento nasconde una tentazione, perché fa perdere di vista il fulcro della celebrazione eucaristica. Certamente è bene che il sacerdote faccia in modo di essere per la gente un canale che comunichi il meglio possibile ciò che avviene sull’altare. Ma l’infinita portata di grazia trasmessa a noi nella Santa Messa è qualcosa da cui non siamo mai esclusi, a prescindere dai modi del celebrante.
È necessario riscoprire l’importanza fondamentale della Santa Messa per il credente. In essa, l’offerta di Gesù sulla croce viene ripresentata: in altre parole, la partecipazione alla Messa ci fa ritornare ai piedi del Golgota. Inoltre la portata di grazia del sacrificio di Gesù è talmente immensa che costituisce una fonte di purificazione e di perdono inesauribile: infatti, l’offerta che nelle specie del pane e del vino Gesù fa di sé stesso costituisce la promessa di salvezza per l’uomo di ogni tempo.
A noi, a cui è donata una grazia tanto abbondante, viene consegnato anche – nella figura del centurione – un esempio di totale fiducia, tanto che – prima di accostarci a ricevere il Corpo e il Sangue di Cristo – la Chiesa ci invita a ripetere le sue parole di riconoscimento della propria miseria e di totale abbandono all’onnipotente intervento del Signore.
Lungi dal ridurre la partecipazione alla Santa Messa soltanto all’adempimento di un precetto, essa costituisce il dono d’amore di Dio Padre capace di rinnovare l’esistenza, in grado di ridare vita.
Preghiamo.
Donaci, o Signore,
di vivere sempre nel timore e nell’amore per il tuo santo nome,
poiché tu non privi mai della tua guida
coloro che hai stabilito sulla roccia del tuo amore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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