di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, amici, con il nostro caffè di oggi, domenica 2 luglio 2023.
XIII domenica del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (10, 37-42)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi apostoli: «Chi ama padre o madre più di me non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto. Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
In questa domenica ascoltiamo le battute finali di un discorso che Gesù rivolge ai “dodici”, agli apostoli, per mandarli ad annunciare il Vangelo. Nelle ultime tre domeniche, oggi compreso, ce ne sono proposte alcune parti. Il brano appare insieme di facile e difficile comprensione: facile, in quanto riporta dei “detti” di Gesù molto forti e impressionanti; difficile, in quanto, a ben vedere, questi “detti” non sono collegati chiaramente tra loro.
Si può trarne comunque un’idea generale: una prima parte parla delle esigenze di essere discepoli, mentre una seconda è sull’accoglienza agli apostoli. La Chiesa ci fa leggere, come prima lettura, un racconto sul profeta Eliseo, il che ci indirizza a sottolineare questa seconda parte del Vangelo odierno. Diciamolo: è anche più amabile da ascoltare! Io stesso, da religioso e sacerdote, ho potuto godere più volte dell’accoglienza generosa, proprio perché chi mi ospitava onorava il mio essere religioso e sacerdote, che porta la presenza di Gesù in maniera forte. È un aspetto della vita consacrata molto gratificante! Grazie a Dio!
Non lo è la prima parte del Vangelo… Eppure Gesù è chiarissimo. Siamo almeno un po’ abituati al suo stile oratorio, eppure queste frasi ci fanno sobbalzare ogni volta, perché toccano le corde più intime e sensibili del nostro mondo affettivo. Sicuramente Gesù lo fa apposta, per spingerci a rifletterci sopra. Pensiamoci: quando discutiamo su un problema in famiglia, cerchiamo la volontà di Dio? Siamo capaci di sostenere il punto di vista della Chiesa, ad esempio, di fronte a un familiare che la pensa diversamente? O finiamo per tacere, per paura di incrinare i rapporti?
Mettiamo Gesù al centro dei nostri affetti, e lui metterà ordine nel nostro cuore; alla sua scuola impareremo come e cosa dire; dietro a lui, porteremo con santa pazienza la nostra croce, perché ora sappiamo che così saremo degni di lui, cioè alla sua altezza, simili a lui.
Preghiamo.
O Padre, infondi in noi la sapienza e la forza del tuo Spirito,
perché, seguendo Cristo sulla via della croce,
siamo pronti a donare la nostra vita
per manifestare al mondo la tua presenza d’amore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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