Caffè di mercoledì 5 luglio 2023

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 luglio 2023.

XIII settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Matteo (8, 28-34)

In quel tempo, giunto Gesù all’altra riva, nel paese dei Gadarèni, due indemoniati, uscendo dai sepolcri, gli andarono incontro; erano tanto furiosi che nessuno poteva passare per quella strada. Ed ecco, si misero a gridare: «Che vuoi da noi, Figlio di Dio? Sei venuto qui a tormentarci prima del tempo?». A qualche distanza da loro c’era una numerosa mandria di porci al pascolo; e i demòni lo scongiuravano dicendo: «Se ci scacci, mandaci nella mandria dei porci». Egli disse loro: «Andate!». Ed essi uscirono, ed entrarono nei porci: ed ecco, tutta la mandria si precipitò giù dalla rupe nel mare e morirono nelle acque. I mandriani allora fuggirono e, entrati in città, raccontarono ogni cosa e anche il fatto degli indemoniati. Tutta la città allora uscì incontro a Gesù: quando lo videro, lo pregarono di allontanarsi dal loro territorio.

Oggi, nei confronti del diavolo, rischiamo di assumere due atteggiamenti contrapposti: o lo si deride come una favola d’altri tempi, ignorandone o negandone l’esistenza, oppure lo si fa entrare in tutti i discorsi spirituali, attribuendogli anche colpe che (povero diavolo!) non ha, e lasciandosi soggiogare da una tremenda paura di lui e della sua azione. La prospettiva evangelica non vede il demonio onnipresente e non si lascia vincere dalla paura di ciò che egli può fare. La sobrietà e brevità del racconto di Matteo rispetto allo stesso episodio narrato nel capitolo 5 di Marco ci invitano a concentrare la nostra attenzione sul potere vittorioso di Cristo (come nell’episodio delle tentazioni nel deserto) e ci insegnano a relativizzare ciò che è dominato dall’influsso diabolico.

Certi cristiani sembrano provare un sottile piacere nel vedere ovunque lo zampino del demonio. Certo, anche senza pensare a esorcismi e possessioni (fenomeni che purtroppo esistono anche ai nostri giorni), il maligno colpisce e tende insidie in modo più subdolo e nascosto, sovvertendo la verità come fa il serpente nel paradiso terrestre, e presentandosi come angelo di luce. La nostra vita cristiana è un combattimento continuo, perché il tentatore agisce continuamente sulle leve della nostra bramosia di possedere, della nostra avarizia insaziabile, dell’invidia, dei nostri appetiti disordinati… Ciò che più conta, in questo combattimento spirituale, è scoprire la potenza di Cristo e fidarci di lui. La regola del Carmelo, a questo proposito, cita un passo della lettera di san Paolo agli Efesini. Poiché la lotta è contro potenze sovrumane, Paolo ci invita a rivestire l’armatura di Dio: le armi sono la fede, la speranza, la carità, la Parola di Dio, la grazia che ci viene donata attraverso i sacramenti. Non possono bastare mezzi umani e non possiamo avere la presunzione di opporci al maligno con le sole forze della nostra buona volontà!

La morte cruenta della grande mandria di porci (il racconto parallelo di Marco ci informa che erano circa duemila) e la conseguente reazione degli abitanti, che pregano Gesù di allontanarsi dal loro territorio, ci invitano a una riflessione: che cosa è più importante per noi? Stare con il Signore o non rischiare di perdere i nostri beni materiali? Guardiamo oggi, in un esame di coscienza, quali sono le ricchezze a cui siamo attaccati, i nostri attaccamenti disordinati, i difetti dominanti della nostra umanità, e preghiamo il Signore Gesù con la fede degli apostoli e dei discepoli, distaccandoci dalla richiesta egoistica ed interessata dei gadareni: “Signore Gesù, tu solo ci doni la vita. Resta con noi, non lasciarci mai soli. Liberaci da ogni male e non abbandonarci alla tentazione”.

Preghiamo.
O Dio, che ci hai reso figli della luce
con il tuo Spirito di adozione,
fa’ che non ricadiamo nelle tenebre dell’errore,
ma restiamo sempre luminosi nello splendore della verità.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

A tutti voi l’augurio di una buona e santa giornata!

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