di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 luglio 2023.
XIV settimana del Tempo Ordinario.
Novena alla Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10, 16-23)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.
Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.
Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato.
Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».
Il Vangelo che abbiamo ascoltato è il seguito di quello di ieri e dell’altroieri: dopo avere passato la notte in preghiera, Gesù sceglie e chiama a se dodici discepoli, perché restino con lui e per inviarli a preparare il cuore della gente a ricevere lui stesso e la buona novella. Li invita a confidare totalmente in lui, non nelle loro capacità o nei mezzi materiali.
Ma oggi il tono cambia: Gesù vuole prepararli alle difficoltà, agli apparenti insuccessi: seguire Gesù e testimoniarlo non dà la garanzia ai discepoli di essere sempre accolti e benvoluti. Anzi! Lo sa bene Gesù che vede crescere intorno a sé ostilità e rifiuto! Perciò si preoccupa di avvertire i suoi discepoli, e oggi noi stessi, della difficoltà dell’impresa. Pur annunciando la strada verso la felicità con parole di perdono e di pace, spesso noi cristiani incontriamo resistenze e persecuzione.
Il tono delle parole di Gesù oggi è duro. Gesù non lo fa per scoraggiarci, ma preparare il nostro cuore: che non si indurisca mai di fronte alle difficoltà e agli insuccessi: “Siate prudenti come i serpenti, ma anche semplici come le colombe”.
E aggiunge subito: “Quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi”.
Come guardare avanti, come continuare la missione affidataci? Confidando in Gesù, abbandonandoci a lui che ci chiama per nome, che ama ciascuno di noi personalmente, lui che non abbandonerà neppure per un istante chi si dona a lui e alla sua Missione: “Coraggio, sono con voi fino alla fine del mondo”
Preghiamo.
O Padre, che nell’umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l’umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
A tutti voi auguro una giornata sotto lo sguardo di Dio!
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