di padre Matteo Colzani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 luglio 2023.
XIV settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Bonaventura, vescovo e dottore della Chiesa.
Novena alla Madonna del Carmelo.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 10, 24-33)
In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».
Un discepolo non è più grande del suo maestro. Questo richiamo del Signore ritorna tante volte nel Vangelo, e lo sentiamo anche nel giorno del giovedì santo, nel momento in cui si narra la lavanda dei piedi. Nessun discepolo di Gesù può dirsi superiore al suo divino maestro, e permettersi di non condividere la sua sorte: quella che ha portato Gesù a vivere strenuamente e coraggiosamente la testimonianza del volto del Padre, testimonianza di verità che richiede la disponibilità anche alla persecuzione e alla passione.
Ma è la stessa forza della testimonianza che dà coraggio, perché la grazia che si riceve nel profondo dell’anima accende il desiderio di servire e amare il Signore, portando il Vangelo a ciascuna delle persone che incontriamo. Possa accendere il Signore anche nel nostro cuore il fuoco del suo amore, come nel cuore della beata vergine Maria e nel cuore di San Bonaventura, che oggi festeggiamo come coraggioso testimone di Dio.
Preghiamo.
Dio onnipotente, concedi a noi,
che celebriamo la nascita al cielo
del santo vescovo Bonaventura,
di essere illuminati dalla sua eminente sapienza
e di imitare il suo serafico ardore.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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