di padre Lorenzo Galbiati
– Comunità di Loano (SV) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 luglio 2023.
XV settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 12, 1-8)
In quel tempo Gesù passò, in giorno di sabato, fra campi di grano e i suoi discepoli ebbero fame e cominciarono a cogliere delle spighe e a mangiarle.
Vedendo ciò, i farisei gli dissero: «Ecco, i tuoi discepoli stanno facendo quello che non è lecito fare di sabato».
Ma egli rispose loro: «Non avete letto quello che fece Davide, quando lui e i suoi compagni ebbero fame? Egli entrò nella casa di Dio e mangiarono i pani dell’offerta, che né a lui né ai suoi compagni era lecito mangiare, ma ai soli sacerdoti. O non avete letto nella Legge che nei giorni di sabato i sacerdoti nel tempio vìolano il sabato e tuttavia sono senza colpa? Ora io vi dico che qui vi è uno più grande del tempio. Se aveste compreso che cosa significhi: “Misericordia io voglio e non sacrifici”, non avreste condannato persone senza colpa. Perché il Figlio dell’uomo è signore del sabato».
Lo Shabbat è il giorno dell’alleanza tra Dio e l’uomo: non è un precetto che incatena, ma un comandamento che libera. Il riposo, infatti, permette all’uomo di scoprire e di riappropriarsi in modo sempre nuovo della sua identità, del suo essere una creatura che porta in sé l’immagine del Creatore. In questo giorno, abbiamo l’occasione per alzare lo sguardo al Cielo, riconoscere che tutto viene da Dio e tutto deve essere consegnato a lui.
Gesù si presenta come colui che è “signore del sabato” (12,8), perché viene con l’autorità di Dio, per ridare così alla Legge il suo antico splendore e il suo autentico scopo. Ai farisei che osservano scrupolosamente il comportamento altrui, sempre pronti a condannare le più piccole infrazioni, Gesù ricorda che c’è una legge più grande, e lo fa citando il Profeta Osea: “Misericordia io voglio e non sacrifici” (12,7). È una parola che svela il volto di un Dio che ama l’uomo ed è sempre pronto a rialzarlo. I farisei credono di custodire la Legge, in nome di Dio, ma in realtà non hanno compreso quella Parola che Dio ha detto per mezzo del profeta. Sono così attenti ad osservare gli altri, da non avere più tempo di guardare in sé stessi. Sono così chiusi nella tradizione ricevuta, da non dare ascolto a Colui che viene per portare compimento nella vita di ciascuno. È la misericordia la legge antica e sempre nuova.
Chiediamo oggi la grazia di vedere ogni cosa attraverso la luce della misericordia, che accoglie e risana la vita e lo sguardo su gli altri e su di noi!
Preghiamo.
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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