Caffè di sabato 29 luglio 2023

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 luglio 2023.

XVI settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei Santi Marta, Maria e Lazzaro.

Dal Vangelo secondo Luca (10, 38-42)

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò.
Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi.
Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Nella storia dell’interpretazione, questo brano del vangelo di Luca ha conosciuto soprattutto una lettura allegorica, che contrappone due vocazioni particolari e due stili di vita ecclesiali: Marta come icona della vita attiva e Maria della vita contemplativa. Letto così il racconto, è stato facile sottolineare la superiorità della seconda (e in modo particolare le vocazioni di speciale consacrazione) sulla prima. Ma in questo modo si fa torto al testo. Lo ha compreso bene santa Teresa di Gesù, che invece invita a cercare l’unità di Marta e di Maria, che devono coesistere e camminare insieme: l’attività che non nasce dall’ascolto è attivismo, fuga nel fare; d’altra parte, una contemplazione che non si traduce in opere concrete di servizio e di amore è pura illusione, deformazione alienante della vera preghiera.

Leggiamo il racconto senza i pregiudizi cui abbiamo accennato. Gesù e i suoi discepoli sono in cammino, ma questo camminare non impedisce loro di entrare in un villaggio e fermarsi in una casa di amici. Anzi, è proprio il loro essere in cammino, determinati verso Gerusalemme, che rende quelle amicizie stabili, disinteressate, presenza di Dio.

Il vangelo dice che solo una donna li accolse: Marta. Ma il suo atteggiamento sembra contraddire l’accoglienza ospitale: è distolta per i molti servizi. Possiamo ben immaginare che voglia far piacere a Gesù, ma l’evangelista non dice neppure a chi erano rivolti quei servizi. Inoltre, Marta è tutta concentrata su se stessa, forse allo scopo di far bella figura, si fa avanti e pretende di guidare l’agire di Gesù e lo esorta a rimproverare Maria, che giudica negativamente perché l’ha lasciata sola a servire. Possiamo accogliere Gesù nella nostra casa, ma non essere per niente ospitali, attenti all’ascolto della sua Parola. Occorre allora un decentramento: dall’io al tu.

Maria, invece, ci è presentata seduta ai piedi di Gesù, con umiltà, come la peccatrice perdonata in casa di Simone il fariseo, intenta ad ascoltare le parole del Maestro. Certo, dobbiamo immaginare che – se quell’ascolto è sincero – Maria si donerà di conseguenza nel servizio, nell’amore gratuito e nell’ospitalità concreta e operosa. Ma è importante partire da qui, da questo ascolto: è questa la parte migliore, che fruttifica e fa crescere la comunione, in qualsiasi stato di vita o vocazione particolare ci troviamo.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
il tuo Figlio ha accettato l’ospitalità
nella casa dei santi Marta, Maria e Lazzaro:
per loro intercessione concedi a noi
di servire fedelmente Cristo nei fratelli,
per essere accolti da te nella dimora del cielo.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

A tutti voi l’augurio di una buona e santa giornata!

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