di padre Lorenzo Galbiati
– Comunità di Loano (SV) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 1 agosto 2023.
XVII settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Alfonso Maria de Liguori, vescovo e dottore della Chiesa.
Dal Vangelo secondo Matteo (13,36-43)
In quel tempo, Gesù congedò la folla ed entrò in casa; i suoi discepoli gli si avvicinarono per dirgli: «Spiegaci la parabola della zizzania nel campo».
Ed egli rispose: «Colui che semina il buon seme è il Figlio dell’uomo. Il campo è il mondo e il seme buono sono i figli del Regno. La zizzania sono i figli del Maligno e il nemico che l’ha seminata è il diavolo. La mietitura è la fine del mondo e i mietitori sono gli angeli. Come dunque si raccoglie la zizzania e la si brucia nel fuoco, così avverrà alla fine del mondo. Il Figlio dell’uomo manderà i suoi angeli, i quali raccoglieranno dal suo regno tutti gli scandali e tutti quelli che commettono iniquità e li getteranno nella fornace ardente, dove sarà pianto e stridore di denti. Allora i giusti splenderanno come il sole nel regno del Padre loro. Chi ha orecchi, ascolti!».
Il brano del Vangelo di oggi è un brano speciale, perché è una di quelle volte – poche, in verità – in cui Gesù stesso dà l’interpretazione della parabola, cioè di quel modo di parlare attraverso delle immagini, che Gesù attinge dalla vita di tutti i giorni per comunicarci qualcosa di più grande, circa il regno di Dio.
Che cosa vuole dirci questo brano? Gesù ci dice innanzitutto che la mietitura sarà fatta alla fine del mondo, e quindi c’è un po’ di tempo, una distanza tra il crescere della zizzania e la sua separazione dal buon grano. Non si può fare troppo presto, non bisogna avere fretta, perché si potrebbe rischiare di danneggiare il buon grano, ma anche perché il fatto che il buon grano conviva con la zizzania è un’occasione per coloro che credono e che sono suoi amici di essere messi alla prova, di vedere se la fede è veramente forte, profonda.
Ma c’è anche un altro motivo, cioè quello di permettere che la zizzania, cioè gli uomini che sono amici del maligno, possano passare nel campo avverso e diventare amici di Gesù, e quindi diventare buon grano. Ecco la differenza tra la parabola e la realtà: si può cambiare, si può ripudiare il male, si può passare da una schiavitù, quella del peccato, del male, alla libertà dei figli di Dio, all’amicizia con Gesù.
Ma c’è un altro insegnamento. E’ il fatto che alla fine la zizzania verrà bruciata. Ci sarà un vero giudizio. E questo tendere alla fine del mondo, alla mietitura, ci aiuta a perseverare nel bene, a non lasciarci soggiogare, influenzare dal male, ma ad avere chiara la meta, la mietitura. Ci sarà un giudizio – certo, sarà un giudizio di amore – ma la nostra vita è incamminata verso quella meta, verso quel giorno, verso quell’incontro con Dio. E allora, nel frattempo, nella distanza tra la seminagione e la mietitura, siamo chiamati come cristiani a prendere sul serio la nostra vita, la nostra conversione, a prendere sul serio la possibilità e la capacità di fare, di compiere e di amare il bene.
In questo giorno, allora, vogliamo fidarci di Dio, affidarci a lui, perché nel campo della nostra vita possa crescere il buon grano. La zizzania, riconosciuta, sia tolta e bruciata, perché in noi davvero germogli il bene che è Dio stesso, che desidera che entriamo nella piena comunione e nella piena amicizia con lui. Chiediamolo come dono in questa giornata.
Preghiamo.
O Dio, che fai sorgere nella tua Chiesa
forme sempre nuove di santità,
fa’ che imitiamo l’ardore apostolico
del santo vescovo Alfonso Maria de’ Liguori,
per ricevere la sua stessa ricompensa nei cieli.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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Iniziative per giovani – Esperienze vocazionali
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Prossime iniziative nei nostri conventi
18-25 agosto 2023
Varazze (SV)
Campo vocazionale
per giovani

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