di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 agosto 2023.
XVII settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Giovanni Maria Vianney, presbitero.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 13,54-58)
In quel tempo, Gesù venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.
Il Vangelo mi fa subito venire in mente il santo che oggi ricordiamo, anche se il finale è un po’ diverso: Gesù non riceve molta accoglienza, mentre il Curato d’Ars insegna nella sua chiesetta e chiama a raccolta i suoi parrocchiani con un modo di fare così vero e incisivo che ben presto da tutta la Francia accorreranno a lui per confessarsi e avere un consiglio. La meraviglia che si affaccia nei cuori dei concittadini di Gesù si trasforma ben presto in un dubbio di sapere già tutto di lui, mentre verso il parroco di Ars si apre alla conversione.
Non è scontato ascoltare Gesù o i suoi pastori, senza farsi prendere da una tentazione che ci fa cogliere poco di quello che stiamo ricevendo: “Io questa cosa l’ho già sentita, l’ho già letta, la so già!”. Anche a me o a te sarà venuto in mente, dopo la prima riga letta, che sappiamo già cosa dice il Vangelo, perché l’abbiamo sentito un sacco di volte e altrettante lo sentiremo. Ma come possiamo avere venerazione per Gesù, senza averla per la sua parola di vita eterna che diamo per scontata? Come evitare di lasciarsi prendere dall’abitudine?
Dovremmo prendere esempio da chi ama veramente Gesù, e ogni giorno si meraviglia che la sua parola sia così bella e ricca e che mai potremo prosciugarla bevendo, mai potremo esaurire i suoi significati per noi, mai potremo arrivare fino in fondo a questa miniera che nasconde sempre un tesoro da scoprire per noi oggi. I santi hanno fatto così, ma forse noi la frequentiamo poco e superficialmente. Pensiamo ai i monaci o le monache che ogni giorno la meditano: non sarà come un gelato che, dopo averlo succhiato, rimane solo lo stecco? No! Togliamoci dalla mente questo pensiero.
Gesù non lo conosciamo fino in fondo; dobbiamo sempre stare con il cuore in ascolto e lasciarci prendere dallo Spirito Santo fino a quando non lo incontreremo per la vita eterna, e allora i nostri occhi, le nostre orecchie, il nostro cuore e il nostro spirito lo comprenderanno così come è realmente, e resteremo ancora una volta estasiati e rapiti in amorosa beatitudine contemplandolo. Fino ad allora, cerchiamo di tenere desta la meraviglia e di comunicare agli altri un Dio ricco di ogni grazia. E se per definizione è infinito, lo potremo noi esaurire o contenere con le nostre piccole conoscenze?
Ripensiamo oggi a san Giovanni Maria Vianney, povero parroco che ha fatto fatica negli studi, ma animato da un amore grande per Dio e per i suoi fedeli ha destato meraviglia proprio perché in un uomo semplice, asciutto e consumato è brillata la sapienza e la misericordia di Dio in parole e opere.
Preghiamo.
Dio onnipotente e misericordioso,
che hai fatto di san Giovanni Maria Vianney
un pastore mirabile per lo zelo apostolico,
per la sua intercessione e il suo esempio
fa’ che con la nostra carità guadagniamo a Cristo i fratelli
e godiamo, insieme con loro, la gloria senza fine.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi e auguri in modo particolare a tutti i parroci!
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Iniziative per giovani – Esperienze vocazionali
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18-25 agosto 2023
Varazze (SV)
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