di fra Gian Paolo
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 agosto 2023.
XIX settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di San Massimiliano Maria Kolbe, presbitero e martire.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 17,22-27)
In quel giorno, mentre si trovavano insieme in Galilea, Gesù disse loro: «Il Figlio dell’uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno, ma il terzo giorno risorgerà». Ed essi furono molto rattristati.
Quando furono giunti a Cafàrnao, quelli che riscuotevano la tassa per il tempio si avvicinarono a Pietro e gli dissero: «Il vostro maestro non paga la tassa?». Rispose: «Sì».
Mentre entrava in casa, Gesù lo prevenne dicendo: «Che cosa ti pare, Simone? I re della terra da chi riscuotono le tasse e i tributi? Dai propri figli o dagli estranei?». Rispose: «Dagli estranei».
E Gesù replicò: «Quindi i figli sono liberi. Ma, per evitare di scandalizzarli, va’ al mare, getta l’amo e prendi il primo pesce che viene su, aprigli la bocca e vi troverai una moneta d’argento. Prendila e consegnala loro per me e per te».
La parola di Dio che ci viene consegnata oggi ha come centro il senso di essere figli. Prima di compiere il segno, il Maestro annuncia che sta per essere consegnato e ucciso, e che risorgerà il terzo giorno. I discepoli sono tristi, ma non sono ancora profondamente consapevoli del mistero che si sta rivelando. Gesù coglie la palla al balzo per riflettere su una cosa molto importante.
La domanda del Signore rivolta a Pietro non è scontata, così come la risposta: le tasse e i tributi vengono infatti riscossi dagli estranei. Gesù non è uno straniero, e risponde che, essendo figlio di Israele, è libero di non pagare il tributo. Questo discorso serve per dire che la libertà che ci viene donata nell’essere figli di Dio nel battesimo è un regalo bellissimo e prezioso. Grazie ad esso possiamo decidere della nostra vita, prendere decisioni nella massima libertà. Dio, rendendoci liberi, prende il più grande rischio dell’amore, ossia la possibilità di lasciarci scegliere ciò che non è conforme al volere divino, quindi anche il peccato, ma ancora di più il poter perderci per sempre.
E questo non è amore? Allora è nella gratuità che si cela la bellezza della fede, infusa di un’amore incalcolabilmente misericordioso, ed è proprio su questa base che bisogna fondare, costruire e saldare il proprio rapporto con Dio. Se il nostro legame con il Padre è forte, allora non ci mancherà nulla. Essere amici di Gesù non deve mai scandalizzare il prossimo, ma proprio come viene mostrato nel segno compiuto da lui, è nell’esemplarità della propria vita e nel compiere i propri doveri quotidiani che si testimonia l’essere figli di Dio.
Preghiamo.
O Dio, che al santo presbitero e martire
Massimiliano Maria Kolbe,
ardente di amore per la Vergine Immacolata,
hai dato un grande zelo per le anime
e un amore eroico verso il prossimo,
concedi a noi, per sua intercessione,
di impegnarci senza riserve
al servizio degli uomini per la tua gloria
e di conformarci fino alla morte a Cristo tuo Figlio.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti.
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Iniziative per giovani – Esperienze vocazionali
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