di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, amici, con il nostro caffè di oggi, 22 agosto 2023.
XX settimana del Tempo Ordinario.
Memoria della B. V. Maria Regina.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 19,23-30)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «In verità io vi dico: difficilmente un ricco entrerà nel regno dei cieli. Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». A queste parole i discepoli rimasero molto stupiti e dicevano: «Allora chi può essere salvato?». Gesù li guardò e disse: «Questo è impossibile agli uomini, ma a Dio tutto è possibile». Allora Pietro gli rispose: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito; che cosa dunque ne avremo?». E Gesù disse loro: «In verità io vi dico: voi che mi avete seguito, quando il Figlio dell’uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, alla rigenerazione del mondo, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele. Chiunque avrà lasciato case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o figli, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna. Molti dei primi saranno ultimi e molti degli ultimi saranno primi».
Ieri abbiamo visto che un uomo ricco si avvicina a Gesù in cerca di vita eterna, ma quando Gesù gli fornisce la ricetta della perfezione, quello non ce la fa. Oggi scopriamo il seguito e l’insegnamento che Gesù trae dalla situazione.
Di fronte allo sconcerto degli apostoli, Gesù risponde ricordando loro che Dio è onnipotente. Anche quando l’angelo si era rivolto a Maria, che, perplessa dell’annuncio della sua maternità, aveva domandato: “Come avverrà questo?”, lui aveva risposto: “Niente è impossibile a Dio”. Spesso dimentichiamo che il Signore è onnipotente. Dubitiamo facilmente quando ci ritroviamo nei tornanti della vita, quando sembra che la strada dell’esistenza ci porti in una scarpata, quando le cose brutte di questo mondo sembrano prendere il sopravvento, quando non riusciamo a vincere noi stessi e i nostri vizi… “Dove sei, o Signore? Perché taci?”. Oggi Gesù ci annuncia di nuovo: “A Dio tutto è possibile!”.
Oggi ricordiamo Maria sotto il titolo di “regina”, a una settimana di distanza dalla grande solennità della sua assunzione in Cielo in anima e corpo. In effetti, la formulazione del quinto mistero glorioso del Rosario suona così: “L’incoronazione di Maria regina degli angeli e dei santi e la gloria del Paradiso”. E questo mistero segue, appunto, quello dell’assunzione di Maria in Cielo. Dunque nella preghiera associamo abitualmente queste due realtà di fede.
Parliamo serenamente di Maria come “regina”; in passato era cosa normale la sottomissione a re e regine, oggi lo è molto meno, e tuttavia a noi cristiani il titolo resta del tutto familiare. La nostra regina è colei che “sta alla destra” di suo Figlio e intercede in nostro favore. In lingua sango, la lingua della Repubblica Centrafricana, “pregare per” si traduce anche con “tene nzoni tene ti”, che letteralmente significa “dire bene per”. Esprime bene quello che chiediamo a Maria: quando ci troviamo deboli e peccatori, come impossibilitati a essere quello che desideriamo, cioè santi, Maria si trova vicino a Gesù per intercedere in nostro favore, e per ripeterci sempre, con dolce fermezza: “Fate tutto quello che Lui vi dirà”.
Preghiamo.
O Padre, che ci hai dato come Madre e Regina
la Vergine Maria, dalla quale nacque Cristo tuo Figlio,
per sua intercessione concedi a noi
la gloria promessa ai tuoi figli nel regno dei cieli.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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