di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 agosto 2023.
XXI settimana del Tempo Ordinario.
Martirio di San Giovanni Battista.
Dal Vangelo secondo Marco (Mc 6, 17-29)
In quel tempo, Erode aveva mandato ad arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, perché l’aveva sposata. Giovanni infatti diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere con te la moglie di tuo fratello». Per questo Erodìade lo odiava e voleva farlo uccidere, ma non poteva, perché Erode temeva Giovanni, sapendolo uomo giusto e santo, e vigilava su di lui; nell’ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
Venne però il giorno propizio, quando Erode, per il suo compleanno, fece un banchetto per i più alti funzionari della sua corte, gli ufficiali dell’esercito e i notabili della Galilea. Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.
E subito il re mandò una guardia e ordinò che gli fosse portata la testa di Giovanni. La guardia andò, lo decapitò in prigione e ne portò la testa su un vassoio, la diede alla fanciulla e la fanciulla la diede a sua madre. I discepoli di Giovanni, saputo il fatto, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
Nel castello di Erode, pare che il re non si facesse mancare proprio niente. Banchetti e giovani ballerine… Nella sua corte, il re vive prigioniero dei suoi vizi e disordini. “Chiedimi quello che vuoi”: chi può fare una simile promessa senza limiti? Si sente quasi onnipotente, lui che in realtà è soggetto ad Erodiade e ai suoi capricci.
Forse quel giorno la regina era rimasta nelle sue stanze ed Erode le mandò il pranzo in camera. E quel vassoio? Una guardia nella prigione avrebbe potuto recuperare, così su due piedi, un portavivande o un piatto, qualcuno dice, addirittura, d’argento? O forse quel vassoio è uscito dalle stanze di Erodiade, che l’ha dato alla figlia Salomé, che l’ha portato ad Erode, che l’ha passato alla guardia, che l’ha restituito al re, che l’ha donato alla danzatrice seducente, perché lo riportasse alla madre? Che passaggio di mani davvero malvagio!
Erode, che teme Giovanni Battista, ne ascolta volentieri la predicazione e lo protegge da sua moglie Erodiade, ma allo stesso tempo si presta a prendere parte al martirio di Giovanni… A volte manca il coraggio di rompere la catena del male.
Tutto si svolge nel castello. “Possiamo considerare la nostra anima come un castello fatto di un solo diamante o di un tersissimo cristallo, dove sono molte dimore, come molte ve ne sono in cielo”, insegna Santa Teresa d’Avila: tutte le scelte si svolgono nel “castello interiore”. Chi invitiamo dentro? Chi lasciamo fuori della nostra anima? E dentro, cosa c’è? A chi non vogliamo dare dispiaceri? Da chi ci facciamo consigliare e guidare?
Preghiamo.
O Dio, che a Cristo tuo Figlio hai dato come precursore,
nella nascita e nella morte, san Giovanni Battista,
concedi anche a noi di lottare con coraggio
per la testimonianza della tua parola,
come egli morì martire per la verità e la giustizia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Buona giornata a tutti!
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