di padre Stefano Molon
– Comunità di Baoro (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 11 settembre 2023.
XXIII settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria di Gesù (Lopez de Rivas), carmelitana.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,6-11)
Un sabato Gesù entrò nella sinagoga e si mise a insegnare. C’era là un uomo che aveva la mano destra paralizzata. Gli scribi e i farisei lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato, per trovare di che accusarlo.
Ma Gesù conosceva i loro pensieri e disse all’uomo che aveva la mano paralizzata: «Àlzati e mettiti qui in mezzo!». Si alzò e si mise in mezzo.
Poi Gesù disse loro: «Domando a voi: in giorno di sabato, è lecito fare del bene o fare del male, salvare una vita o sopprimerla?». E guardandoli tutti intorno, disse all’uomo: «Tendi la tua mano!». Egli lo fece e la sua mano fu guarita.
Ma essi, fuori di sé dalla collera, si misero a discutere tra loro su quello che avrebbero potuto fare a Gesù.
Nuovamente il sabato, nuovamente una norma che viene travolta e stravolta dal legalismo. Nuovamente una feroce disputa contro chi crede di essere fedele alla Legge e gradito a Dio e che, invece, ne tradisce il volto. Il poveraccio con la mano paralizzata che viene guarito di sabato è l’occasione per iniziare una nuova disputa contro l’eccessiva libertà di interpretazione di Gesù.
Eppure il Signore è l’unico che fa qualcosa di intelligente e di gradito a Dio: fa alzare l’ammalato, gli restituisce dignità, pesantemente compromessa in una società che attribuiva alla punizione divina la malattia, aumentando a dismisura il senso di colpa.
È l’ammalato al centro dell’attenzione di Gesù, non certo una norma attribuita a Dio! La legge è per la maggiore gloria di Dio e dell’uomo, non certo per la sua mortificazione!
Attenzione, però, oggi si tende a soprassedere a qualunque norma, in nome di un inopportuno rispetto della libertà altrui; ricordiamoci sempre che la norma è la maniera con cui l’amore si concretizza.
Preghiamo.
O Padre, che ci hai liberati dal peccato
e ci hai donato la dignità di figli adottivi,
guarda con benevolenza la tua famiglia,
perché a tutti i credenti in Cristo
sia data la vera libertà e l’eredità eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
A tutti voi auguro una giornata piena di fiducia nel Signore.
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