di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 settembre 2023.
Festa della Esaltazione della Santa Croce.
Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 3,13-17)
In quel tempo, Gesù disse a Nicodèmo:
«Nessuno è mai salito al cielo, se non colui che è disceso dal cielo, il Figlio dell’uomo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna.
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.
Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui».
A Roma, a due passi dal Colosseo, nel catino absidale dell’antica basilica di San Clemente, si trova un bellissimo mosaico raffigurante il trionfo della croce come un’esplosione di vita, una grande vite rigogliosa. La croce, di un intenso colore blu, è immersa in un cielo di piccole pietre d’oro. Ai lati della croce, la madre del Signore e il discepolo amato e, come appollaiate in attesa di spiccare il volo, dodici colombe bianche, simbolo degli apostoli. Ai piedi della croce, da un cespo di foglie di acànto, partono girandole di tralci verdi e quattro fiumi, simbolo dei quattro vangeli. Tra i tralci non ci sono grappoli d’uva ma fiori, scene di vita quotidiana, cervi, pavoni, pecore, uccelli, un delfino e i padri della Chiesa. Sulla croce, albero di vita, Cristo dorme, vittorioso sulla morte. Lo scrittore inglese Gilbert Chesterton, davanti alla bellezza del mosaico, scrisse queste parole: “Solo un pazzo può stare di fronte a questo mosaico e dire che la nostra fede è senza vita o un credo di morte. In alto c’è una nube da cui esce la mano di Dio; sembra impugni la croce come un’elsa e la conficchi nella terra di sotto come una spada. In realtà però è tutt’altro che una spada, perché il suo contatto non porta morte, ma vita. Una vita che si sprigiona e irrompe nell’aria, in modo che il mondo abbia sì la vita, ma l’abbia in abbondanza”.
È questo il senso della festa odierna che non è la replica a fine estate del Venerdì Santo o il rovescio della medaglia dello scandalo della Passione, ma piuttosto la celebrazione della vita che sgorga dalla croce e che si diffonde nell’annuncio del Vangelo e nella celebrazione dei sacramenti, nella vita della Chiesa e in quella dei suoi santi. Nel mistero del Venerdì Santo Cristo dona la sua vita umana. Oggi la croce è illuminata dal mistero della risurrezione e si celebra Cristo che dona la sua vita divina, la vita eterna agli uomini che, assetati come i due cervi del mosaico, si abbeverano alla fonte della salvezza.
La croce non è il trionfo della sofferenza di Cristo, ma piuttosto del suo amore, del suo tanto amore per noi. Anche le nostre sofferenze, le fatiche e il dolore di ogni giorno, se vissuti come un atto di amore e in comunione con Cristo, sono pietre preziose che adornano la croce di Gesù e, come piccoli tasselli, compongono pian piano un mosaico di cui solo un giorno contempleremo tutta la bellezza.
Preghiamo
O Padre, che hai voluto salvare gli uomini
con la croce del tuo Figlio unigenito,
concedi a noi, che abbiamo conosciuto in terra il suo mistero,
di ottenere in cielo i frutti della sua redenzione.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona festa a tutti!
***
Prossime iniziative nei nostri conventi
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.