di padre Pierluigi Canobbio
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 16 settembre 2023.
XXIII settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei Santi Cornelio e Cipriano.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 6,43-49)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo.
L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda.
Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico?
Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene.
Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».
Il nostro mondo è sempre più condizionato dall’apparenza, dall’immagine, ma sappiamo che non bastano i buoni pensieri e i buoni sentimenti: occorre realizzarli, tradurli in realtà, metterli in pratica. La parola di Gesù di oggi ci ricorda che la nostra fede non è basata su pie illusioni e non ci porta a vivere sulle nuvole, ma ci aiuta a vivere concretamente nella realtà spazio-temporale e relazionale, che è il dono da costruire oggi. Fare attenzione ai frutti ci aiuta a valutare bene noi stessi e gli altri, smontando tutti i castelli di parole e le maschere che usiamo, anche senza saperlo, per ingannare noi stessi e gli altri. Tutti proviamo prima o poi la delusione di aver creduto a una persona che con idee e ragionamenti ci hanno illuso vendendoci fumo e magari anche affetto e buoni sentimenti… Ma come accorgersene? La seduzione degli affabulatori si smonta con la realtà, verificando i frutti, guardando le opere. Questo ci aiuta anche a mantenerci nell’umiltà: non sono tutti buoni i frutti che escono dal nostro cuore, dalla nostra bocca, dalle nostre azioni… E allora che alberi siamo? Ci accorgiamo di avere alcuni rami che fanno frutti buoni e altri rami che sono tarlati e malati… Accorgerci di questo è già una grazia, perché ci sprona ad ascoltare di più il Signore, il suo Vangelo, e a metterlo in pratica, a fare quello che Lui ci dice. E insieme a chiedere la guarigione del cuore, che trabocca di ciò che sovrabbonda: le intenzioni e i desideri che poi si esprimono in pensieri, parole e opere spese per la gloria di Dio e il bene dei fratelli.
Preghiamo
O Dio, che hai dato al tuo popolo i santi Cornelio e Cipriano,
pastori generosi e martiri intrepidi,
per la loro intercessione rendici forti e perseveranti nella fede
e fa’ che operiamo assiduamente per l’unità della Chiesa.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona e santa giornata a tutti voi,
con un caro saluto dal Santuario Gesù Bambino di Arenzano.
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