di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 21 settembre 2023.
Festa di San Matteo, apostolo ed evangelista.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 9,9-13)
In quel tempo, mentre andava via, Gesù vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori».
Festeggiamo oggi l’Apostolo San Matteo, autore del Vangelo che prende il suo nome e che oggi ascoltiamo nel racconto della sua chiamata. Poche righe essenziali, autobiografiche, nelle quali si intrecciano i temi della vocazione e della conversione, della sequela di Gesù e della Misericordia. E non possiamo pensarli divisi perché ogni chiamata è un avvicinarsi a Gesù e un cambiare vita. È alzarci (forse ancor meglio risorgere) dal nostro posto comodo, ricco di interessi personali, e aprirci ad una nuova vita fatta di amore e accoglienza. Gesù usa solo la parola “Seguimi” e Matteo non dice niente, si alza e lo segue. Non sappiamo altro.
Perché Gesù sceglie proprio lui? Che cosa ci avrà visto in Matteo? Che cosa Matteo avrà visto in Gesù per lasciare un impiego redditizio, sebbene criticato dai suoi concittadini? La Parola di Gesù fa breccia nel cuore e non si può resistere, anche nel cuore di chi è lontano e forse proprio in quello di chi ne ha più bisogno. Gesù non è venuto per chi è malato e peccatore? Si presenta infatti come il terapeuta, colui che si prende cura di tutti, anche dei farisei che si credono a posto. Anche per loro ci sono parole che possono suscitare conversone e chiamata: imparate cosa vuol dire misericordia… Nessuno è escluso da questa pagina del Vangelo: chi è lontano, chi si sente già a posto. Per seguire Gesù non conta la storia passata, il suo sguardo, incrociato forse per puro caso, ci apre ad un nuovo futuro ricco di speranze e di progetti, come nel caso di Matteo che da esattore è stato chiamato a tenere la “contabilità di Dio” (cioè la misericordia) e a redigere un bellissimo Vangelo.
Preghiamo.
O Dio, che con ineffabile misericordia hai scelto san Matteo
e da pubblicano lo hai costituito apostolo,
sostienici con il suo esempio e la sua intercessione perché,
seguendo te, possiamo aderire fermamente alla tua parola.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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