di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 settembre 2023.
XXV settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 8,16-18) .
In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Nessuno accende una lampada e la copre con un vaso o la mette sotto un letto, ma la pone su un candelabro, perché chi entra veda la luce. Non c’è nulla di segreto che non sia manifestato, nulla di nascosto che non sia conosciuto e venga in piena luce. Fate attenzione dunque a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere».
La prima caratteristica che emerge nel Vangelo odierno, tra l’altro molto breve, è che riporta esclusivamente dall’inizio alla fine le parole di Gesù. Non capita spesso. Parole che prese alla lettera possono apparire di difficile comprensione. Comunque sia, è più che lecito, anzi è doveroso, domandarsi cosa veramente ha voluto dirci Gesù.
Vi invito allora a mettere in stretta relazione il simbolo della lampada, il cui valore non sta in sé stessa ma nella sua funzionalità: illuminare la casa, fare chiarezza, con il monito successivo di Gesù: “Fate attenzione a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere”. In poche parole Gesù ci vuol dire che lo scopo dell’ascolto – il cui significato letterale tra l’altro sia in ebraico che in greco che in latino non sta nell’azione del sentire con le orecchie, ma nel praticare ciò che si sente – non è tanto quello di arricchire il nostro bagaglio culturale o spirituale appagando soltanto il nostro pur lecito bisogno di conoscenza, ma è quello di essere luce del mondo, di illuminare il cammino degli uomini, di essere come dei fari lungo le strade di questa terra, perché solo così possiamo testimoniare davvero l’amore di Dio per l’uomo, che è alla fine lo scopo reale per cui Lui ci ha parlato e continua a parlarci tramite l’esempio di Cristo che ha incarnato questa parola e la forza che ci trasmette ogni volta nell’incontro eucaristico con Lui. Ecco allora il significato dell’espressione “a chi ha sarà dato e a chi non ha sarà tolto anche quello che crede di avere”. E cioè: a chi ha questa intenzione, che potremmo definire missionaria, nella mente e nel cuore, gli sarà data la possibilità di realizzare, ossia di sperimentare davvero la verità della sua parola, ma chi non ha questa intenzione, sarà destinato a fare l’esperienza della vanità di ciò che presume di sapere. Sentiamoci allora bisognosi di nutrirci sempre di questa parola per non accontentarci semplicemente di sopravvivere, ma per volere “vivere” davvero … e per sempre.
Preghiamo.
Guida e sostieni, Signore, con il tuo continuo aiuto il popolo che hai nutrito con i tuoi sacramenti, perché la redenzione operata da questi misteri trasformi tutta la nostra vita. Per Cristo nostro Signore.
Una buona e santa giornata a tutti,
con la consueta benedizione di Gesù Bambino
in questo 25 del mese, giorno a lui dedicato.
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***


Devi effettuare l'accesso per postare un commento.