di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 2 ottobre 2023.
XXVI settimana del Tempo Ordinario.
Memoria dei santi Angeli custodi.
Dal Vangelo secondo Matteo (Mt 18,1-5.10)
In quel momento i discepoli si avvicinarono a Gesù dicendo: «Chi dunque è più grande nel regno dei cieli?».
Allora chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse: «In verità io vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli.
Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, costui è il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglierà un solo bambino come questo nel mio nome, accoglie me.
Guardate di non disprezzare uno solo di questi piccoli, perché io vi dico che i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli».
Chi l’ha detto che il caffè francese non è buono? Se fatto a Lisieux e se a prepararlo fosse Santa Teresa di Gesù Bambino del Volto Santo, ecco che sarebbe un Caffè Carmelitano speciale, visto che il brano del Vangelo di oggi è molto legato alla spiritualità di questa Dottore della Chiesa.
Nella clausura monastica, Teresa aveva potuto usare un taccuino della sorella Celina contenente un’antologia di passi biblici. Consultandolo appuntava a matita, su un cartoncino, diverse frasi: “Se qualcuno è molto piccolo venga a me…” (Prov 9,4). “Chi si farà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli” (Mt 18,4). Queste ed altre citazioni sono il fondamento biblico della “Via dell’infanzia spirituale” tracciata da Teresa.
Per lei, che voleva guadagnarsi l’Amore di Dio, sapere che il Padre ama i piccoli, non lasciava via di scampo: bisognava farsi piccoli. Ecco che allora diventare come i bambini è il cammino quotidiano, ed entrare nel regno dei cieli è la meta finale.
Per raggiungere l’obiettivo, a Teresa vengono idee originalissime. Come quella volta che fece a Gesù Bambino la proposta di “diventare una sua pallina, un giocattolo nelle sue mani”. Non era un’idea infantile. Non dimentichiamo che quando Teresa entrò in Monastero a soli 15 anni, la Priora riconobbe in lei la maturità spirituale di una trentenne. A Teresa piaceva immaginarsi totalmente abbandonata tra le braccia di Dio. Lo sapeva bene la sorella Celina che, un giorno, le regalò una piccola barchetta, costruita a mano, con la scritta “abbandono” sulla vela. Come la barca, anche la piccola Teresa si lasciava condurre dal vento nel porto sicuro dell’abbraccio divino.
I Santi non si limitano a meditare i misteri della vita di Gesù, pensiamo ad esempio ai Misteri dell’Infanzia di Gesù Bambino, ma dalla meditazione passano all’imitazione di Gesù, loro modello.
A chi dunque vuole essere il più grande nel regno dei cieli, non resta che partecipare alla kènosis, cioè allo “svuotamento” (Fil 2,8), come Gesù Cristo che “pur essendo di natura divina […], spogliò se stesso” secondo uno dei passi più celebri di s. Paolo (Fil 2,6-7).
Non sottovalutiamo i “piccoli” perché “i loro angeli nei cieli vedono sempre la faccia del Padre”.
Gli Angeli Custodi, che oggi festeggiamo, ci aiutino a contemplare e imitare Dio.
Preghiamo.
O Dio, che mandi i tuoi santi angeli perché siano nostri custodi,
dona a noi di essere sempre difesi dalla loro protezione
e di godere in eterno della loro compagnia.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
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