di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, amici, con il nostro caffè di oggi, 3 ottobre 2023.
XXVI settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 9,51-56)
Mentre stavano compiendosi i giorni in cui sarebbe stato elevato in alto, Gesù prese la ferma decisione di mettersi in cammino verso Gerusalemme e mandò messaggeri davanti a sé.
Questi si incamminarono ed entrarono in un villaggio di Samaritani per preparargli l’ingresso. Ma essi non vollero riceverlo, perché era chiaramente in cammino verso Gerusalemme.
Quando videro ciò, i discepoli Giacomo e Giovanni dissero: «Signore, vuoi che diciamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi?». Si voltò e li rimproverò. E si misero in cammino verso un altro villaggio.
Questo breve brano segna un punto di passaggio all’interno del Vangelo secondo Luca: Gesù prende una decisione, ha fatto un programma e ora comincia ad attuarlo. Siamo a circa un terzo della lunghezza del Vangelo secondo Luca, ma già intravvediamo il punto d’arrivo che dà senso a tutto: la Pasqua di morte e risurrezione.
L’evangelista insiste sulla determinazione di Gesù; tradotte letteralmente, le parole che usa sono “indurì il volto”. I tratti del viso esprimono quello che lui vive dentro di sé: sa che sarà “elevato in alto” due volte; ma la prima volta sarà per essere inchiodato sulla croce. Solo dopo ascenderà al cielo, ormai risuscitato dai morti e vivente di una vita tutta nuova.
La prima tappa di questa nuova fase del cammino è marcata da una porta in faccia… Certamente Gesù e gli apostoli sapevano a che cosa andavano incontro avvicinandosi ai Samaritani, e tuttavia ci hanno provato. L’umiliazione subita provoca reazioni diverse. Giacomo e Giovanni sono così stizziti, che un po’ puerilmente vorrebbero fulminare tutti. Hanno anche in mente dei precedenti tra i profeti, e per questo pensano anche di fare una cosa notevole. E che dire del diluvio universale? Là non fu forse Dio stesso a provvedere drasticamente a ripulire la terra dei cattivi? Ma Gesù li rimprovera. Ha a cuore più di ogni altra cosa l’annuncio del Regno e la conversione della gente; lo hanno rifiutato ora, può darsi che più tardi qualcuno ascolterà. Non forza la mano.
Siamo nella Nuova Alleanza: il Figlio di Dio, lui stesso pagherà il conto per tutti. In fondo, il rifiuto della salvezza portata da Gesù è già in sé il peggior castigo che si possa immaginare. Allora chiediamo per noi, oggi, di guardare e capire gli altri e gli avvenimenti con gli occhi e la testa di Gesù.
Preghiamo.
O Dio, che riveli la tua onnipotenza
soprattutto con la misericordia e il perdono,
continua a effondere su di noi la tua grazia,
perché, affrettandoci verso i beni da te promessi,
diventiamo partecipi della felicità eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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