Caffè di mercoledì 4 ottobre 2023

di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 4 ottobre 2023.

Festa di San Francesco, patrono d’Italia.

Dal Vangelo scondo Matteo (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: «Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Ancora al giorno d’oggi la figura di Francesco è capace di attirare moltissimi cuori che, affascinati dal suo stile di vita povero e semplice, si impegnano a seguirlo nella via di Madonna povertà. In questo 2023 ricorre l’anniversario degli 800 anni della regola, testo fondamentale che non vuole essere altro che il Vangelo sine glossa, senza aggiunte. E forse proprio di povertà e semplicità, senza troppi fronzoli, ci parla il Vangelo di oggi scelto appositamente per la festa del Santo poverello di Assisi.

La via della povertà evangelica è sicuramente nascosta agli occhi del mondo e dei suoi seguaci. Solo chi ha un cuore semplice può comprenderla. Essa proclama che solo il Signore è il bene necessario. Null’altro. È il Signore che ti salva, che ti protegge, che provvede alla tua vita. Di cosa altro preoccuparsi ancora? È un abbandono totale nelle mani di Dio che ha scelto la via della povertà come la via del suo vivere in mezzo a noi e quindi come via di salvezza. Francesco l’ha seguita perché Dio l’ha sposata facendosi povero bambino a Betlemme, morendo povero e nudo sulla croce come malfattore. E proprio per questo può rivolgersi a noi invitandoci: Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi!

Quando ci sentiamo schiacciati da ogni parte Gesù non ci invita a resistere a tutti i costi, ma ad affidarci a lui che ha vissuto la stessa esperienza. E incalza con l’esempio del giogo: uno strumento messo sulle spalle dei buoi affinché potessero fare il lavoro insieme. Quasi a dirci che proprio nelle difficoltà, se volgiamo, possiamo abbandonarci a lui e sentirci tanto legati da portare il giogo insieme. Non si porta infatti da soli, ma in coppia e nel caso del Signore, l’esperienza insegna che è il Signore a portare il peso maggiore.

Il nostro Dio non ci toglie la fatica, ma la porta con noi. Non scende dalla croce, perché vuole starci vicino. Già la croce… il palo orizzontale assomiglia proprio al giogo dei buoi. Gesù lo ha portato fino in fondo e San Francesco, per grazia del cielo, ha rivissuto il mistero della sua passione con la grazia sublime delle stigmate… Solo se si è piccoli e umili possiamo capire queste cose e trovare ristoro nella nostra vita che è la cosa che vogliamo di più. E allora seguiamo Francesco nella via della povertà, lui che ha seguito Cristo povero.

Preghiamo.
O Padre, che hai concesso a san Francesco d’Assisi
di essere immagine viva di Cristo povero e umile,
fa’ che, camminando sulle sue orme,
possiamo seguire il tuo Figlio e unirci a te in carità e letizia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Buona giornata a tutti!

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