di padre Marco Cabula
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 ottobre 2023.
XXVIII settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di S. Ignazio di Antiochia, vescovo e martire.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11, 37-41)
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo. Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Essere o apparire, questo è il problema! E chiariamolo subito: la purità legale ha certamente i suoi giusti punti di forza perché è igienico lavarsi le mani, ma sembra che Gesù lo faccia proprio apposta qui a non fare le abluzioni, per disvelare l’incongruenza del cuore farisaico, esternamente ineccepibile certo, ma all’interno completamente scisso. “Colui che ha fatto l’esterno non ha fatto anche l’interno?”.
Stolto! Dai piuttosto in elemosina ciò che c’è dentro, liberati da queste pretese di perfezione, che poi diventano mero formalismo. Chiediti come veramente vivi: forse sarai anche nell’igienicamente corretto, ma che purezza ha la tua fede, con che cuore ti accosti ogni volta a questo Pane santo che è Gesù? Vedete: è una domanda rivolta anche a noi, perché perfettamente eucaristica!
Facciamo allora respirare nella nostra vita questo Vangelo, ammettendo che facciamo fatica a vivere il Regno di Dio come conversione sincera alla novità di Cristo, e non come regno di “giusti” che giustiziano gli altri…
Mai come oggi è stata curata l’estetica delle persone e delle cose, eppure mai come oggi ci sentiamo abbruttiti, lacerati, non capiti nel nostro patrimonio più intimo. “Gli uomini si preoccupano così tanto della bellezza del proprio corpo, perché non si preoccupano invece della bellezza della propria anima?”. La domanda arriva da un giovane appena quindicenne ora Beato: Carlo Acutis. E senza tanti preamboli, Don Primo Mazzolari rincara la dose: “Basta essere un uomo per essere un pover’ uomo”…
Ecco il punto: su quale vita voglio investire la mia esistenza: quella interiore o quella esteriore? Anzi, la domanda non è esatta, perché primo frutto dello Spirito Santo è l’unificazione o – usando un termine più spirituale, ma non per questo evanescente – la conformazione di tutto ciò che siamo a Cristo. In lui mondo esteriore e mondo interiore iniziano finalmente a parlarsi, a chiedersi cosa davvero li tiene insieme e cercano dove inizia la coerenza fra ciò che si proclama e ciò che realmente si vive.
Il fariseo invita Gesù a pranzo, e non a cena. Perché? In un certo senso, il pranzo è meno impegnativo. Zaccheo e Levi ospitano il Signore di sera, con un grande ricevimento. Gesù stesso c’invita “alla sua cena”. Perché? Perché la cena si prolunga nella notte: solo con gli amici più veri desideri passare un tempo a fondo perduto…
Anche questo rivela la profonda differenza fra Pubblicani e Farisei, i quali, anche se più giusti, sono più furbi e taccagni: “Ma sì, invito questo Rabbì a pranzo, si ferma giusto quelle due orette e… con il minimo sforzo ci faccio un figurone! Sai che ritorno d’immagine?”.
Gesù entra, ma provocatoriamente si mette a tavola non lavandosi le mani fino ai gomiti. Il fariseo, basito, rimane di stucco. Possiamo immaginare la scena anche con quella serie di sguardi che ci non vengono descritti ma che intuiamo, e che raccontano la grettezza mentale del rigido formalismo.
Allora, Signore, vogliamo sì purificarci, ma lavandoci prima di tutto in te, che hai scelto di sporcarti con la terra che siamo, smascherando il fango dei nostri più ipocriti ragionamenti. In te Gesù, acqua viva, sorgente di purezza e di giustizia, vogliamo lavare non solo le mani ma tutta la nostra vita. Fa’ che questa purificazione cammini in noi raggiungendo il cuore e conformandolo al tuo: infatti, solo quando l’esterno sarà come l’interno, solo allora sarà il Regno di Dio.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
che nella testimonianza dei santi martiri
edifichi il corpo mistico della tua Chiesa,
fa’ che la gloriosa passione,
che meritò a sant’Ignazio una corona immortale,
doni a noi protezione perenne.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una santa e felice giornata a tutti voi.
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