di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 ottobre 2023.
XXVIII settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 11,47-54)
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Da alcuni giorni ascoltiamo nel Vangelo Gesù che pronuncia i “guai” verso i farisei e dottori della legge. L’accusa di oggi ci può sembrare eccessiva, quando addossa ai figli le colpe dei padri, dicendo quella frase molto forte: “a questa generazione sarà chiesto conto del sangue versato fin dall’inizio del mondo”. Eppure troviamo il motivo della loro responsabilità personale, sia nelle diverse opere cattive che Gesù rimprovera loro, sia nel finale quando decidono di opporsi non ai profeti, come i loro padri, ma allo stesso Gesù. Invece che accogliere il suo rimprovero, essi chiudono il cuore, cercano di trarlo in inganno e di colpirlo, fino alla morte, come poi avverrà.
Cosa possiamo apprendere da questa pagina del Vangelo? Prima di tutto, ci viene rivelato il vero volto di Dio. Oggi tanti pensano che nel Vangelo ci sia un Gesù sempre buono e conciliante, che accoglie e abbraccia tutti, che perdona sempre, che non giudica mai, che passa sopra i peccati e che non rimprovera. E magari si contrappone questa idea di Gesù alla Chiesa che sarebbe troppo severa e che dovrebbe cambiare i suoi insegnamenti, il suo catechismo, i suoi ideali esigenti che propone. Ma il Vangelo, in tante sue pagine oltre a quella di oggi, ci dice che non è così: Gesù rimprovera, Gesù condanna con forza il male, Gesù scuote le persone mettendole davanti alle loro colpe e responsabilità, e soprattutto Gesù annuncia un Vangelo di conversione, di cambiamento della vita.
La conseguenza per noi è che nella vita la scelta tra il bene e il male è una cosa seria, è un cammino continuo e impegnativo. Di fronte al messaggio di Gesù, l’istinto umano segnato dal peccato è quello di chiudersi e opporsi. E invece, occorre la fatica del cuore per aprirsi, accoglierlo e trasformare pian piano la vita, non solo con l’insegnamento di Gesù, ma soprattutto con il suo aiuto, la sua vicinanza, la sua presenza viva accanto a noi e dentro di noi. Restiamo uniti a Gesù per camminare nel bene.
Preghiamo.
Ci preceda e ci accompagni sempre la tua grazia, o Signore,
perché, sorretti dal tuo paterno aiuto,
non ci stanchiamo mai di operare il bene.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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