Caffè di venerdì 27 ottobre 2023

di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 27 ottobre 2023.

XXIX settimana del Tempo Ordinario.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 12,54-59)

In quel tempo, Gesù diceva alle folle:
«Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: “Arriva la pioggia”, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: “Farà caldo”, e così accade. Ipocriti! Sapete valutare l’aspetto della terra e del cielo; come mai questo tempo non sapete valutarlo? E perché non giudicate voi stessi ciò che è giusto?Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

Ancora una volta Gesù mette a paragone le cose della terra e quelle del cielo. Ancora una volta fa un rimprovero forte, accusando l’ipocrisia. Ancora una volta ribalta i luoghi comuni su Dio e qui in particolare sul non giudicare, dicendo che invece dobbiamo imparare a “giudicare noi stessi ciò che è giusto”.

In questa pagina del Vangelo, il rimprovero centrale è quello di essere tutti dedicati alle cose della terra, fino a diventare esperti e a prevedere in anticipo gli sviluppi del tempo e degli eventi, mentre nelle cose del cielo, di Dio, rimaniamo ignoranti perché poco interessati, poco dedicati.

Ci sarebbe da fare un pensiero sull’attenzione che viene posta oggi alla cura del corpo e anche dell’ambiente, rispetto alla salvezza delle anime.

Non è che Gesù ci inviti a disprezzare il nostro mondo, ma ci rinfaccia la sproporzione tra l’interesse e la conoscenza che abbiamo nelle cose materiali, e l’ignoranza – a volte totale – nelle cose più importanti, quelle morali e spirituali. L’uomo tutto dedito alle cose terrene non è più capace di “giudicare ciò che è giusto”, come afferma Gesù nell’insegnamento centrale.

Anche la seconda parte va intesa intorno a questo centro. L’esempio del processo in tribunale ci ricorda che nelle cose terrene cerchiamo di prevedere le conseguenze delle azioni, di trovare soluzioni, di correre ai ripari quando è necessario, con intelligenza e furbizia. E nelle cose di Dio, applichiamo la stessa passione, intelligenza e furbizia?

Certamente questo rimprovero è più forte per le persone lontane da Gesù, che hanno quasi anestetizzato il cuore alle cose spirituali e allo scopo vero della vita. Ma anche la Chiesa e anche noi dobbiamo cogliere il richiamo di Gesù, rifocalizzando il centro delle nostre attenzioni su di lui, sulla direzione e sulla meta verso cui camminiamo, sulle cose più essenziali e importanti. Cerchiamo di diventare con Gesù interessati ed esperti delle cose del cielo, delle cose dello spirito, delle cose che danno nuovo senso e felicità non solo al nostro cammino, ma anche agli aspetti più concreti e quotidiani della nostra vita.

Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
donaci di orientare sempre a te la nostra volontà
e di servirti con cuore sincero.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una buona e santa giornata a tutti!

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