di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 30 ottobre 2023.
XXX settimana del Tempo Ordinario.
Beata Maria Teresa Tauscher di San Giuseppe.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 13, 10-17)
In quel tempo, Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.
Il sabato, Gesù, un ammalato: ecco gli elementi di un episodio che non potrebbe che essere positivo se non che il giudizio di chi guarda è molto negativo. Noi potremmo tradurre: domenica, Gesù e un ammalato, formula vincente per guarire e ripartire nella gioia di un giorno di festa. Chi mai oserebbe ostacolare una guarigione? Qualunque giorno è buono per guarire soprattutto se la malattia dura da tanto e ti proibisce di guardare il cielo azzurro e stellato perché sei piegato verso la terra e le sue miserie, non puoi guardare negli occhi i tuoi cari oppure devi guardare dal basso all’alto sempre. In nome di chi e di che cosa si proibisce la vera gioia? Per la legge del Sabato che in verità era stata data per stare un po’ con Dio celebrando la liturgia, per essere contenti, per riposarsi, per pensare alla famiglia e al Dio creatore che non ci vuole schiavi di questa terra e di ciò che arricchisce ma ci vuole contadini, vignaioli, pastori e artigiani liberi dalla bramosia per renderla ancora più fertile e generosa ma… che è stata interpretata male. Il Signore non paralizza ma accompagna ogni vivente e ogni cosa al suo fine.
Noi non ragioniamo più così ma siamo andati in senso opposto: non esiste più il giorno di festa che ci libera ma è diventato uguale agli altri e siamo sempre di corsa e schiavi delle cose. Chi ci salverà, chi ci libererà? Non facciamo passare troppo tempo.
Diciotto anni sono lunghi! Oggi a diciotto anni si diventa maggiorenni, “liberi” di fare le cose ma soprattutto di prendersi le proprie responsabilità. Questa donna diventa libera di guardare in faccia chi le parla, di avere un’orizzonte più ampio, l’orizzonte di Dio!
Questo orizzonte sa mettere ordine nella nostra vita e nelle nostre scelte: prima Lui e poi tutto il resto fatto con amore verso il prossimo e i doveri che ognuno di noi ha.
Per il bene ogni momento è quello giusto soprattutto se riguarda la nostra liberazione e la gioia degli altri.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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