Caffè di giovedì 2 novembre 2023

di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 2 novembre 2023.

Commemorazione di tutti i fedeli defunti.

Dal Vangelo secondo Giovanni (Gv 6, 37-40)

In quel tempo, Gesù disse alla folla: «Tutto ciò che il Padre mi dà, verrà a me: colui che viene a me, io non lo caccerò fuori, perché sono disceso dal cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato. E questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno. Questa infatti è la volontà del Padre mio: che chiunque vede il Figlio e crede in lui abbia la vita eterna; e io lo risusciterò nell’ultimo giorno».

Oggi si prega per i morti per celebrare la vita. Sembra un paradosso, ma non lo è per niente. Ci sono anime alle prese con un percorso di purificazione. Parliamo del Purgatorio, verità di fede. Il Catechismo lo spiega come la situazione in cui si trovano quanti muoiono nell’amicizia di Dio, ma, nonostante siano già sicuri della loro salvezza eterna, hanno ancora bisogno di purificazione. Il Purgatorio non è tanto uno “spazio”, ma un “fuoco interiore”, che purifica la persona e la rende capace di contemplare Dio, diceva Benedetto XVI in una sua catechesi.

Santa Faustina Kowalska ha visitato il Purgatorio, guidata dal suo angelo custode: “Una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per sé stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l’ardente desiderio di Dio”. Ecco perché preghiamo: per accompagnarle nel cammino di avvicinamento a Dio.

Esiste un legame diretto tra la terra e il cielo e la Chiesa universale, come un albero costituito da due grandi rami, cresce in comunione tra noi che ci troviamo ancora a lottare tra le battaglie della vita presente e le anime che finalmente godono in Cielo il premio della vittoria.

Noi, anche se siamo ancora pellegrini sulla terra, possiamo aiutare tante anime. Come? Con la preghiera di suffragio, in particolare la Santa Messa, ma anche con la penitenza e le indulgenze. Come ogni anno, dal mezzogiorno del 1° novembre fino a tutto il 2 novembre, si può chiedere l’Indulgenza plenaria per un defunto. Per usare un’immagine, se consideriamo il peccato come un chiodo piantato in un muro, esso viene tolto con la Confessione. Però resta il buco, l’effetto del male commesso, che va riparato e che l’indulgenza chiude.

L’idea di consacrare un giorno intero alla preghiera per tutti i defunti fu di un abate benedettino. Era il 2 novembre 928. Poi dal 1311 tutta la Chiesa lo fa. Ricordiamoci che in ogni Eucaristia viviamo uno scambio di reciproco aiuto tra noi in cammino sulla terra e i credenti viventi nell’aldilà, siano essi in Purgatorio o nel Paradiso. Anche se non è festa di precetto, la bella tradizione fare una visita al cimitero, portare fiori, pulire e benedire le tombe ci aiuta a vivere il “giorno dei morti” quale è: un giorno per la Vita. Ecco la volontà di Dio: che tutti partecipiamo alla Vita, quella Eterna. Rimaniamo nella Sua volontà.

Preghiamo.
(preghiera di S. Ambrogio)

Ti prego, Dio,
affrettati ad accogliere i tuoi figli nel seno della vita.
Al posto della loro vita terrena così breve,
concedi loro di possedere la felicità eterna.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!

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