di padre Marco Pesce
– Comunità di Bouar – S. Elia (Rep. Centrafricana) –
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Buongiorno, amici, con il caffè carmelitano di oggi, 3 novembre 2023.
XXX settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (14, 1-6)
Un sabato Gesù si recò a casa di uno dei capi dei farisei per pranzare ed essi stavano ad osservarlo. Ed ecco, davanti a lui vi era un uomo malato di idropisìa. Rivolgendosi ai dottori della Legge e ai farisei, Gesù disse: «È lecito o no guarire di sabato?». Ma essi tacquero. Egli lo prese per mano, lo guarì e lo congedò. Poi disse loro: «Chi di voi, se un figlio o un bue gli cade nel pozzo, non lo tirerà fuori subito in giorno di sabato?». E non potevano rispondere nulla a queste parole.
Questa mattina iniziamo ad ascoltare una piccola sezione del Vangelo secondo Luca, sezione caratterizzata dal fatto che Gesù è invitato a pranzo in casa di uno dei capi dei farisei; questa ambientazione dà lo spunto a Gesù per diversi insegnamenti, che ascolteremo nei prossimi giorni, attorno al tema del banchetto. Queste prime righe sono ambientate sì in un pranzo, ma il legame è, diciamo così, casuale: per caso Gesù si trova davanti a un uomo malato. Qui riconosciamo un tratto distintivo di Gesù: il peccato e la malattia lo commuovono, sembra che non possa fare a meno di intervenire.
Ma… Quel giorno lì è un sabato! Sappiamo da altri passi dei Vangeli che i farisei ritenevano che neppure un medico potesse lavorare di sabato. Ma la questione dev’essere dibattuta, se Gesù la pone di nuovo ad alta voce: “Si può oppure no guarire un malato in giorno di sabato?”. L’assenza di risposta può avere varie spiegazioni; ciascuno dei presenti in quel momento avrà avuto una risposta certa oppure un sacco di dubbi. Avranno cominciato a formulare delle casistiche: se è il malato è grave o no, e quanto grave? E se è in pericolo di vita? E se… e se…?
Gesù agisce, non aspetta una qualche autorizzazione: guarisce quell’uomo. Dal punto di vista dei farisei, è provocatorio: stando al testo del vangelo, il malato non è grave e neppure ha chiesto d’essere guarito. Ma Gesù l’ha fatto. E per spiegare il suo gesto fa un’altra domanda. E di nuovo nessuno risponde. Meditiamo su questi silenzi: il Signore parla e agisce, ma noi non capiamo, semplicemente osserviamo e meditiamo. Il Signore non ha bisogno del nostro permesso per guidare misteriosamente la storia. Lui è il Signore. Sa quello che fa, e noi per la fede sappiamo che quello che fa, lo fa bene e per il nostro bene.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
accresci in noi la fede, la speranza e la carità,
e perché possiamo ottenere ciò che prometti,
fa’ che amiamo ciò che comandi.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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