di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 6 novembre 2023.
XXXI settimana del Tempo Ordinario.
San Nonio Alvares Pereira, carmelitano.
Dal Vangelo secondo Luca (14,12-14)
In quel tempo, Gesù disse al capo dei farisei che l’aveva invitato: «Quando offri un pranzo o una cena, non invitare i tuoi amici né i tuoi fratelli né i tuoi parenti né i ricchi vicini, perché a loro volta non ti invitino anch’essi e tu abbia il contraccambio. Al contrario, quando offri un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti».
È a tutti noto che la composizione della lista degli invitati non sia un’operazione semplice. Ancor più complicato, poi, è l’assegnazione dei posti a tavola.
Se quanto al posto a cui sedersi a tavola Gesù si dimostra già piuttosto esigente – Scegli l’ultimo posto e se ti spostano più in su, buon per te! –, quanto alla lista degli invitati si dimostra ancor più sorprendente: “Scegli gli ultimi”, ci dice, “e avrai un posto in Paradiso”.
Gesù non vuole offrirci consigli da wedding planner, ma vuole insegnarci ad amare e indicarci la strada per andare in cielo. Dimmi chi inviti a cena, potremmo dire, e ti dirò come ami.
Amare, amare veramente, amare come Gesù significa non aspettarsi nulla in contraccambio del nostro amore. Chi ama aspettando – se non addirittura pretendendo – anche solo grazie, anche solo il riconoscimento del suo amore o una qualsiasi altra forma di ricompensa, non ama l’altro, ma ama sé stesso. Il suo amore non è gratuito, ma a pagamento. Si ama senza sperare nulla. O meglio: si ama sperando solo il Paradiso. I poveri non hanno nulla da darci ora. Ce lo daranno un giorno, quando ci accoglieranno in Paradiso.
Gesù, curiosamente, propone queste sconcertanti regole del galateo proprio a tavola e rivolgendosi al capo dei farisei che l’aveva invitato.
Chi invita a cena gli ultimi invita a cena Dio stesso che si nasconde nei poveri, negli storpi, negli zoppi, nei ciechi. Come potremmo lasciarci sfuggire l’occasione di avere Dio a pranzo, Gesù a tavola? E nulla esclude che questi poveri, storpi, zoppi e cechi siano proprio i nostri vicini di casa e i nostri parenti stretti. Chi di noi non ha un vicino insopportabile o un parente con cui ha smesso di parlare? Perché non provare ad invitarlo a cena stasera? Questo non significa letteralmente o soltanto preparagli un buon pasto e farlo sedere alla nostra tavola. Forse basterà un sorriso, perdere un po’ di tempo con lui, donargli finalmente il nostro perdono. E avremo Gesù a cena.
Preghiamo.
Dio onnipotente e misericordioso,
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli
il dono di servirti in modo lodevole e degno;
fa’ che corriamo senza ostacoli
verso i beni da te promessi.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.