Caffè di martedì 7 novembre 2023

di padre Vojtech Kohut
– Comunità di Genova –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 novembre 2023.

XXXI settimana del Tempo Ordinario.
Beato Francesco Palau, carmelitano.

Dal Vangelo secondo Luca (14,15-24)
 
In quel tempo, uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».

“Beato chi prenderà parte al convito nel regno di Dio!” Sì, sembra così evidente l’esclamazione di un tale nel brano odierno del vangelo che forse avremmo tendenza d’identificarci con questa beatitudine, affermando con ciò anche noi che non c’è nulla di più desiderabile che il banchetto celeste! Del resto, è probabilmente l’intento di Luca: proponendo al lettore un atteggiamento, una confessione ad assumere, lascia nell’anonimato la persona che la esprime, invitando così a un’identificazione spontanea.

Eppure, Gesù non è d’accordo: la parabola della grande cena rivela una realtà triste alla quale – riflettendoci bene – assistiamo quasi tutti i giorni: molti non sono affatto attirati dalla prospettiva di una gioia eterna con Dio. E peggio ancora: un coinvolgimento troppo assorbente nelle realtà di questo mondo – commercio, guadagno, famiglia – minaccia di escludere dal banchetto eterno anche noi, perché “ora non abbiamo tempo” per le cose di Dio.

Ma guardiamo l’altra faccia della medaglia di questa parabola, meno evidente e meno meditata, ma non meno importante: Dio, come quell’uomo che organizza la festa, vuole stare in compagnia degli uomini ad ogni costo, cosicché non si lascia scoraggiare dai rifiuti degli uni e fa tutto (a più riprese!) per riempire la sua casa fino all’ultimo posto. Questa è la nostra chance e una buona novella: dalla beatitudine eterna soltanto noi possiamo escluderci per nostra libera scelta. Dio desidera averci accanto a sé, vuole farci partecipi della gioia dell’amore trinitario.

Oggi, il nostro ordine fa memoria del beato Francisco Palau y Quer, un carmelitano scalzo catalano, che visse nel XIX secolo. Forse anche perché – a motivo di una accanita persecuzione contro la vita religiosa – non poté vivere in comunità, ma come eremita e missionario, si aprì spontaneamente a una forte esperienza mistica della Chiesa quale anticipazione di questa comunione con Dio nel banchetto celeste. Uno degli elementi ecclesiali che il beato Francisco sottolinea di più è precisamente il legame d’amore in Dio come fondamento della Chiesa. Scrive: “Lo stesso amore che unisce il Padre con il Figlio è quello che unisce anche Dio uno e trino con l’uomo. (…) In tutte le parti, ben organizzate in sé, la carità forma un insieme, ordina un corpo morale, soffia su questo corpo e gli dona un intrinseco movimento e vita. Questo corpo morale, questa società, questo popolo, è la Chiesa di Dio”.

Preghiamo, per intercessione del beato Francisco Palau, affinché sappiamo vivere e testimoniare agli altri la Chiesa proprio in questo modo: come una partecipazione all’amore del Padre e del Figlio nello Spirito Santo che vuole diventare una prospettiva definitiva del cielo, della casa del Padre, piena di coloro che hanno accolto l’invito al banchetto eterno.

Preghiamo.
O Dio, che nella vita del beato Francesco, sacerdote,
docile all’azione del tuo Spirito,
hai mirabilmente unito la preghiera contemplativa e la carità apostolica,
fa’ che la santa Chiesa di Cristo,
rivestita della bellezza della Vergine Maria,
si manifesti al mondo
come sacramento universale di salvezza.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Benedetta giornata a tutti voi, amici nel Signore.

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