di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 novembre 2023.
32ª settimana del Tempo Ordinario.
Festa di tutti i Santi carmelitani.
Dal Vangelo secondo Matteo (Lc 5,1-12)
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli. Così infatti perseguitarono i profeti che furono prima di voi».
Beato te! Beati voi!… Chissà quante volte ci siamo lasciati sfuggire dalle labbra espressioni come queste! Pensiamoci bene: le abbiamo spesso pronunciate in relazione a eventi che andavano a gonfie vele. O divorati dall’invidia e dalla gelosia per qualcosa di bello toccato ad altri: una vacanza in un posto da sogno mentre noi restavamo in città, una vincita insperata al Superenalotto mentre noi faticavamo con le bollette, un figlio che non dà problemi mentre noi eravamo alle prese con uno scavezzacollo, un posto di lavoro a tempo indeterminato mentre noi eravamo appena stati licenziati… In questo modo, abbiamo contribuito a creare barriere fra noi e loro. Pur senza raggiungere questi estremi, è questa la dinamica che sottende alle cosiddette “beatitudini” nella logica del mondo.
Invece l’amore vero – ci dice san Paolo nella prima lettera ai Corinzi – non è invidioso, non gode dell’ingiustizia e si rallegra della verità. E nella lettera ai Galati aggiunge che la carne ha desideri contrari allo Spirito: dalla carne nascono inimicizie, idolatrie, dissolutezze, bramosie, invidie, discordie, gelosie… Perciò – continua Paolo – «se viviamo dello Spirito, camminiamo anche secondo lo Spirito. Non cerchiamo la vanagloria, provocandoci e invidiandoci gli uni gli altri».
Proviamo ad accogliere oggi – festa di tutti i santi carmelitani secondo il calendario del Carmelo (ed è per questo che il brano evangelico non coincide con quello proposto dalla liturgia romana o ambrosiana) la parola di Gesù in questa prospettiva: camminare secondo lo Spirito. Vi propongo di leggere la prima parte di ogni versetto vestendo i nostri panni di “sfortunati” che non hanno vinto al Superenalotto: Beati i poveri in spirito… Beati quelli che sono nel pianto, perché saranno consolati… Beati i puri di cuore…Lo Spirito ha desideri contrari alla carne e dunque dobbiamo lasciare al Vangelo il suo compito di cambiare la nostra mentalità “mondana” comune, per la quale siamo felici se facciamo una bella vacanza, se riusciamo a vivere dignitosamente, se abbiamo soddisfazioni dai figli… ma non siamo beati per questo! E guardiamo anche agli altri con questa mentalità evangelica: Povero te se poni tutta la tua felicità nelle ricchezze, nel successo, nello sperare che tutti i tuoi affari di portafogli e di cuore vadano a gonfie vele!
Poi rileggiamo la seconda parte dei versetti, sempre con lo spirito evangelico del cammino secondo lo Spirito: …di essi è il regno dei cieli… saranno consolati… avranno in eredità la terra… vedranno Dio… saranno chiamati figli di Dio. Il vangelo ci invita a gioire (anche in mezzo alle prove!) non perché le cose vanno bene, anche dal punto di vista spirituale (…perché i demoni si sottomettono a noi) ma perché i nostri nomi sono scritti nel cielo, perché abbiamo un Padre che ci ama al punto da permettere che il Figlio morisse in croce, perseguitato a causa della giustizia dopo che, mentendo, gli uomini avevano detto ogni sorta di male contro di lui…
Veramente beata è la Vergine Maria, perché ha creduto in questo cammino secondo lo Spirito. E con lei sono beati i santi nel cielo. Il demonio, invece, non conosce per esperienza cosa significhi la parola beato. Non sa cosa sia la felicità perché si oppone al cammino secondo lo Spirito. Povero vecchio diavolo! E beati noi, quando non ci lasciamo irretire dai suoi subdoli inganni, ma crediamo, come Maria, e ci fidiamo della parola di Gesù. Perché – come ci invita a fare san Giovanni della Croce – dobbiamo chiedere allo Spirito un cuore puro. La purezza del cuore non è infatti meno dell’amore e della grazia di Dio. Perciò i puri di cuore sono detti beati, che equivale a dire innamorati, perché non si può avere felicità se non nell’amore (2N 12,1).
Preghiamo.
O Signore, il patrocinio della beata Vergine Maria, nostra Madre,
e l’intercessione di tutti i Santi del Carmelo
ci aiutino a seguire fedelmente i loro esempi
e a servire la tua Chiesa con la preghiera e con le opere.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***



Devi effettuare l'accesso per postare un commento.