di padre Andrea Maria Bello
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 15 novembre 2023.
32ª settimana del Tempo Ordinario.
Commemorazione di tutti i defunti carmelitani.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 7,11-19)
Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea.
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati.
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano.
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Mettendoci profondamente in ascolto di questo brano di Vangelo arriviamo a comprendere che “salvezza” non è tanto guarire dalla lebbra quanto incontrare Chi ci ha guarito! La lebbra parla di noi, delle nostre fragilità, del nostro peccato, di tutto quello che ci isola e ci tiene lontani dalle relazioni che nutrono. La guarigione invece è l’occasione per scoprire quanto siamo profondamente ed eternamente cercati ed amati! “Essere salvati” dunque è l’incontro personale con Dio ed esperienza concreta del suo Amore misericordioso!
Cari amici, non è matematico “guarire” ed “essere salvati”! Occore innanzitutto “prendere consapevolezza” della guarigione come effetto dell’intervento misterioso di Dio, che è sempre efficace e che opera secondo i suoi piani, i suoi modi e i suoi tempi, spesso così differenti dai nostri, e poi occorre anche “tornare indietro”, nella lode, verso Colui che ci ha guariti, riconoscendoLo come il nostro Dio e ringraziadoLo, e tante volte non ne abbiamo voglia di ritornare sui nostri passi per cercarLo e lodarLo e ringraziarLo… ora che siamo guariti che bisogno c’è, ci sono tante cose che possiamo finalmente tornare a fare, a vivere e il tempo è sempre così poco… eppure è proprio lì, ed è solo lì, davanti a Lui, umilmente prostrati ai suoi piedi, che possiamo sentire il suo abbraccio rimetterci in piedi, ed incrociare il suo sguardo che ci rivela la nostra dignità di figli amati del Padre!
E la cosa bella e vera è che ciascuno di noi, in ogni Eucarestia celebrata e ricevuta, può sentirsi dire da Gesù in persona: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».
Preghiamo.
O Dio, Padre della luce, creatore del sole e degli astri,
fonte dell’intelligenza e della fede,
fa’ che tutti gli uomini mossi dallo Spirito Santo,
ti cerchino con cuore sincero
e vedano la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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