Caffè di venerdì 17 novembre 2023

di padre Marco Cabula
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 17 novembre 2023.

32ª settimana del Tempo Ordinario.
Memoria di Santa Elisabetta di Ungheria.

Dal Vangelo secondo Luca (Lc 17,26-37)

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Come avvenne nei giorni di Noè, così sarà nei giorni del Figlio dell’uomo: mangiavano, bevevano, prendevano moglie, prendevano marito, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca e venne il diluvio e li fece morire tutti.
Come avvenne anche nei giorni di Lot: mangiavano, bevevano, compravano, vendevano, piantavano, costruivano; ma, nel giorno in cui Lot uscì da Sòdoma, piovve fuoco e zolfo dal cielo e li fece morire tutti. Così accadrà nel giorno in cui il Figlio dell’uomo si manifesterà.
In quel giorno, chi si troverà sulla terrazza e avrà lasciato le sue cose in casa, non scenda a prenderle; così, chi si troverà nel campo, non torni indietro. Ricordatevi della moglie di Lot.
Chi cercherà di salvare la propria vita, la perderà; ma chi la perderà, la manterrà viva.
Io vi dico: in quella notte, due si troveranno nello stesso letto: l’uno verrà portato via e l’altro lasciato; due donne staranno a macinare nello stesso luogo: l’una verrà portata via e l’altra lasciata».
Allora gli chiesero: «Dove, Signore?». Ed egli disse loro: «Dove sarà il cadavere, lì si raduneranno insieme anche gli avvoltoi».

«Dove, Signore?». Mi colpisce quella domanda collegata a quel «quando» che precede il Vangelo di oggi e precisamente al versetto 20 di questo capitolo di Luca. Se all’inizio del discorso i farisei domandano «quando», alla fine i discepoli chiedono «dove» è il Regno (vv. 20.37). E Gesù risponde; ai primi: «ora, ma in modo nascosto»; ai secondi «ovunque, e in maniera palese». Del resto le coordinate che delimitano e definiscono la nostra esistenza insomma sono proprio loro: il tempo e lo spazio. Ma attenzione: il Regno non si colloca in un dove e in un quando puntuali; abbraccia piuttosto ogni momento e ogni luogo della nostra vita. La salvezza avviene dove e quando l’uomo sceglie di prendere in mano la propria vita orientandola secondo l’Amore e il giudizio di Dio.

Non lo ripetiamo ogni volta che recitiamo il Padre nostro? Sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra. Prima il “cielo” poi la “terra” coordinate che non vanno assolutamente invertite e che diventano, misteriosamente, la chiave di lettura anche di questo Vangelo. Gesù chiede ai discepoli di vivere bene il presente: con vigilanza e fedeltà responsabile lasciando da parte ogni nostalgia del passato e ogni ansia del futuro. “Tu lo sai, mio Dio, che per amarti sulla terra, non ho altro che l’oggi” amava pregare Santa Teresina ben consapevole che la salvezza ha uno sguardo preciso puntato sul presente certo e il cuore ben ancorato in Dio.

Gesù ricorda gli uomini del tempo di Noè che mangiavano, bevevano… vivevano ma «non si accorsero di nulla» quando venne il diluvio (v. 39) …talmente presi, talmente incurvati sulle cose della terra che alla fine si sono persi perfino il Cielo!

«Due uomini saranno nel campo: uno verrà portato via e l’altro lasciato» (v. 40). Cosa significa? Uno sarà vigilante, troverà Dio vivendolo fra gli umili solchi della vita quotidiana, l’altro sarà disperso: travolto dal vortice frenetico delle cose da fare che alla fine divoreranno non solo la sua vita ma addirittura la sua salvezza. Vivere ma col cuore già in Dio: che segreto di grazia ragazzi! Come quando Don Bosco, passando per il cortile, vide Domenico Savio e gli chiese: “ma dimmi un po’ se in questo momento dovessi morire cosa faresti?”. E in ragazzo candidamente rispose: “caro Don Bosco io continuerei a giocare”. Che significa questo? Significa che quando sei in grazia di Dio, non hai da temere proprio nulla. Lo vedi? Altro che venerdì 17… e per giunta novembre: la vera fortuna è una provvidenza che attraverso questo Vangelo. Ti garantisce che hai già un punto fermo ed è una casa, uno spazio eterno dove il tuo tempo e il tuo cuore se lo vuoi è già custodito e nessun avvoltoio, nessun amore rapace lo potrà più divorare. Questo luogo e questo tempo è Dio che abita in te.

Preghiamo.
O Dio, che a santa Elisabetta hai dato la grazia
di riconoscere e onorare Cristo nei poveri,
concedi a noi, per sua intercessione,
di servire con instancabile carità
coloro che si trovano nella sofferenza e nel bisogno.

Per Cristo, nostro Signore. Amen.

Una santa e felice giornata a tutti voi.

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