di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 novembre 2023.
33a settimana del Tempo Ordinario.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 18,35-43)
Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!».
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!».
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato».
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.
Sentire gridare non è una bella cosa, sa di fuori posto, di campanello di allarme e certamente indispone un po’ ma subito mi ricordo dei salmi dove più di una volta si cita il grido che sale a Dio dal profondo della terra, del nostro cuore, delle nostre miserie. Che non sia una preghiera il grido rivolto a Dio? Certamente! Il grido dell’uomo oppresso dai potenti, dalle malattie, dalla povertà sale al Signore perché aiuti. Così questo povero cieco ci insegna un nuovo modo di pregare e attirare l’attenzione del buon Dio e i benpensanti e i beneducati che lo sentono cercano di farlo tacere: non è né il modo né il luogo per fare una scenata così.
Anche Gesù inchiodato alla croce ha gridato la sua preghiera: “Dio mio Dio mio perché mi hai abbandonato?” e infine “Dando un forte grido, spirò”…. Ecco la preghiera del Figlio verso il Padre, un figlio oppresso che chiede rifugio nel cuore di chi lo ama da sempre.
Le forme di preghiera sono tante; le parole le conosciamo o sgorgano naturali dal profondo del cuore; il modo non è sempre uguale e gridare può essere uno di questi.
Quel poveretto, nel suo stare sul ciglio della strada aveva già sicuramente sentito parlare del Maestro di Nazareth e questa volta non ha resistito nel chiedere un po’ di attenzione anche lui, nel chiedere udienza a modo suo. Lui non vedeva ma aveva affinato l’udito e questo è stato la sua via di salvezza per squarciare il buio e l’omertà intorno a lui. A dire il vero la via della salvezza per eccellenza, a prescindere dai 5 sensi è invece la fede, un sentire che ti dice chiaramente che Dio c’è, sta passando nella tua vita e può aiutarci. Non sapremmo spiegarla ma sappiamo che ci indica una presenza paterna che ci sostiene
Il cieco di Gerico mendicava presso gli uomini ma è molto più importante essere mendicanti presso Dio, fonte di ogni bontà e virtù.
Dopo il grido, a miracolo avvenuto, c’è il giubilo: infatti glorificare e lodare Dio è la degna conclusione per le sue opere anche quando non le capiamo fino in fondo.
Preghiamo
Il tuo aiuto, Signore Dio nostro,
ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per Cristo, nostro Signore. Amen
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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