di padre Marco Chiesa
– Comunità di Roma – Casa generalizia –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 28 novembre 2023.
34a settimana del Tempo Ordinario.
Dal vangelo secondo Luca (21,5-11)
In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.
Il Signore in questi giorni ci parla della fine dei tempi e del modo in cui dobbiamo vivere il mistero della sua venuta finale: una completa e disinteressata fiducia in lui. Sì, una fiducia in lui solo, perché le cose materiali e le persone possono ingannarci, come abbiamo letto nel brano di oggi.
Infatti, all’epoca di Gesù, il tempio di Gerusalemme era davvero uno dei più belli al mondo, tanto da conquistare gli sguardi e infondere sicurezza al popolo. Il Signore, predicendo la sua distruzione, non vuole esprimere disprezzo – dal momento che lo frequentava spesso e volentieri –, ma si pone nel solco dei profeti, sottolineando il pericolo di una fiducia riposta più nelle pietre, che in colui che vi abita e che solo può donare la salvezza.
D’altro canto, Gesù ci mette in guardia anche da quelle persone che offrono ricette facili, col calendario sempre alla mano: “Sono io”, “Il tempo è vicino”… E così si sente ancora oggi riecheggiare, sfruttando le attese e le paure di tanti ingenui.
Certo, ci sono stati tanti eventi dolorosi e paurosi nella storia e, purtroppo, non mancano neppure ai nostri giorni. “Guerre, rivoluzioni, terremoti, carestie e pestilenze” sono sempre all’onore delle cronache.
Gesù non ci truffa, dicendoci: “Tranquillo, andrà tutto bene”. Egli conosce meglio di chiunque altro sia il mistero del male che la nostra fragilità, ma, nonostante tutto, ci invita a “non terrorizzarci”, a non lasciarci prendere da quello smarrimento, tipico di chi ha paura di affogare e comincia ad agitarsi, peggiorando ancor più le cose.
Ebbene, l’unica possibilità che abbiamo è quell’abbandono fiducioso in Dio, di cui ci è maestra Santa Teresa di Gesù Bambino, quel metterci nella mano di Gesù e lasciarci portare da lui, soprattutto quando infuria ogni genere di pericolo. Solo in questo modo impareremo a spostare lo sguardo e il cuore da quella che è “la fine” della vita e delle cose, per dirigerlo verso Colui che è “il fine”, cioè lo scopo, della vita e delle cose.
Preghiamo.
Ridesta, o Signore, la volontà dei tuoi fedeli,
perché, collaborando con impegno alla tua opera di salvezza,
ottengano in misura sempre più abbondante
i doni della tua misericordia.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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