di padre Andrea Frizzarin
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 29 novembre 2023.
34a settimana del Tempo Ordinario.
Beati Dionisio e Redento, martiri carmelitani.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 21, 12-19)
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».
Vivere il Vangelo in tutta la sua realtà, prima o poi, ti porta a ripetere la stessa esperienza di Gesù: la via della persecuzione. Per anni i primi cristiani hanno dovuto pregare di nascosto nelle catacombe, per timore di essere uccisi o imprigionati. Numerosi missionari hanno testimoniato con il sangue la fede in Gesù, e fra questi anche i due martiri carmelitani che ricordiamo oggi: Dionisio e Redento, missionari in India.
Perché tutto questo? La parola di Gesù non è forse una parola di amore, perdono, misericordia? Eppure, di fronte al messaggio del Vangelo, si ha paura e rifiuto, e questo si verifica ancora oggi. Non solo c’è ignoranza e superficialità, ma spesso anche avversità, perché la parola di Gesù provoca, cambia, è una parola scomoda che mette in crisi. È più facile non ascoltarla, e il modo migliore e sbrigativo è toglierla di mezzo, insieme a colui che cerca di annunciarla e di viverla.
Forse anche noi, quando sentiamo parlare di persecuzioni, di prigioni, addirittura di liti fra le persone che invece dovrebbero amarsi di più, abbiamo un certo timore: “Ma io non voglio questo. Perché devo subire persecuzione? Gesù, cosa ci stai chiedendo?”. Sì, sembra proprio qualcosa di assurdo. Ma… “Tu non ci lasci soli, lo sappiamo bene: ci assicuri la tua protezione e una grazia speciale di parole ricche di sapienza, una difesa incredibile perché tu stesso ti fai avvocato e ci offri una “assicurazione kasko” che copre anche il più piccolo graffio”.
Tutto questo avviene, a patto che ci sia la perseveranza, cioè un continuare a credere in Gesù al di là di ogni evento esterno che vorrebbe farci credere che è tutto una menzogna. Ecco allora il cuore di quello che ci chiede Gesù di fronte alle difficoltà: la perseveranza.
Preghiamo.
O Dio onnipotente ed eterno,
che hai dato ai beati Dionisio e Redento
la grazia di comunicare alla passione del Cristo,
vieni in aiuto alla nostra debolezza,
e come essi non esitarono a morire per te,
concedi anche a noi di vivere da forti
nella confessione del tuo nome.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Buona giornata a tutti!
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