di fra Francesco Palmieri
– Comunità di Bouar – Yolé (Rep. Centraficana) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 5 dicembre 2023.
1a settimana del Tempo di Avvento.
Dal Vangelo secondo Luca (10,21-24)
In quella stessa ora Gesù esultò di gioia nello Spirito Santo e disse: «Ti rendo lode, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza. Tutto è stato dato a me dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».
E, rivolto ai discepoli, in disparte, disse: «Beati gli occhi che vedono ciò che voi vedete. Io vi dico che molti profeti e re hanno voluto vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono».
Qualche giorno fa Padre Marcello mi ha chiesto di scrivere per la nostra rivista “Amicizia Missionaria” un resoconto dell’Ordinazione sacerdotale dei nostri confratelli, avvenuta qui a Bouar a fine ottobre. Giungo da lui col mio bell’articoletto; lui lo apre sul suo computer; comincia a leggerlo, e a un certo punto mi dice: “Non scrivi nulla sul bambino e l’Evangeliario?”. Durante quella Santa Messa infatti un gruppo di persone aveva trasportato in processione su una portantina, tra danze e canti, un bimbo che reggeva nelle mani il libro del Vangelo. Il fanciullo stesso aveva poi consegnato il volume nelle mani del diacono che avrebbe poi proclamato la Parola di Dio. Un bel gesto che, lì per lì, durante la cerimonia, mi aveva abbastanza colpito, ma che poi avevo dimenticato.
Mi sono rimesso al lavoro e ho cominciato a inserire questo particolare all’interno dell’articolo. E intanto mi chiedevo: “Chissà qual è il significato etnico e antropologico di questo gesto?”. Mentre mi scervellavo, mi è venuta alla mente una storica risposta del nostro Padre Domenico. Durante una festa qui in Centrafrica una donna si era messa a danzare con una zampa di toro in equilibrio sulla testa. E tutti a domandarsi che significato potesse avere un gesto del genere. E lui: “Semplicemente vuol far vedere che sa danzare con una zampa di toro in equilibrio sulla testa…”.
Perché è stato affidato al bambino sul trono il libro del Vangelo da portare in solenne processione? Semplicemente perché è un bambino; perché è umile, piccolo e docile ad accogliere questa Parola di vita. È un bambino, e quindi ha sete di apprendere, di conoscere, di abbeverarsi alla fonte della Sapienza, che è Gesù stesso. Sono beati coloro che, con prontezza di figli, si recano ogni giorno alla scuola del Maestro, e sono desiderosi di ascoltare la sua Parola viva; non tanto perché sono in possesso di un sapere speciale, ma piuttosto perché apprendono dal Signore il modo nuovo e vero di assaporare il dono dell’esistenza.
Preghiamo.
(dagli Scritti di Sant’Ambrogio)
Signore, sii mio aiuto e mio redentore:
aiuto nelle buone azioni,
redentore dalle malvagie;
aiuto affinché io dimori nella tua carità,
redentore per liberarmi dalla mia iniquità.
Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
Amen.
Buona giornata a tutti voi!
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