Caffè di giovedì 14 dicembre 2023

di padre Roberto Fornara
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 14 dicembre 2023.

2a settimana del Tempo di Avvento.
San Giovanni della Croce, carmelitano.

Dal vangelo secondo Giovanni (Gv 15, 9-17)

In quel tempo, Gesù disse: «Consacrali nella verità. La tua parola è verità.  Come tu hai mandato me nel mondo, anche io ho mandato loro nel mondo;  per loro io consacro me stesso, perché siano anch’essi consacrati nella verità. Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola:  perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa.  Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Il capitolo 17 del Vangelo di Giovanni, proposto oggi nella solennità carmelitana di San Giovanni della Croce, è noto come “la preghiera sacerdotale di Gesù” in cui il Maestro si pone come mediatore fra il Padre e i discepoli, nel contesto dei discorsi d’addio. Sono le ultime ore della sua vita e le sue parole rappresentano una sorta di testamento spirituale: davanti alla prospettiva della morte imminente non si condividono parole banali ma ciò che esce dal cuore. Perciò è commovente il fatto che nelle ultime ore Gesù non preghi per se stesso ma per i discepoli (anche per noi, per quelli che verranno).

In questo brano emerge in primo luogo l’amore trinitario comunicato ai discepoli. Tra il Padre e il Figlio esiste una relazione d’amore totale e fedele, che chiamiamo Spirito Santo. E’ lo Spirito che anima dall’interno la conoscenza tra Padre e Figlio, fondendoli in unità e aprendola alla missione verso l’umanità. Gesù chiede al Padre per noi discepoli il dono di partecipare alla sua comunione con il Padre, come esprime San Giovanni della Croce nelle sue Romanze Trinitarie e cristologiche.

Un secondo aspetto della preghiera è la dimensione missionaria di questo amore. Come il Padre ha mandato il Figlio, così la sua missione investe i discepoli nella Chiesa, prolungamento della sua umanità. Lo scopo è “far conoscere” il Padre; Gesù stesso alimentandosi alla sorgente Trinitaria dell’amore, che sgorga da prima della fondazione del mondo, continuerà questa sua missione anche con quelli che verranno, sino alla fine del mondo: ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere. La sua preghiera (Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io) trova fondamento nella sua promessa: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

A proposito di questa conoscenza, commenta san Giovanni della Croce: “L’anima ha sempre il desiderio di intendere chiaramente e puramente le verità divine nella cui conoscenza tanto più desidera penetrare quanto più ama… Questa densità della sapienza e della scienza divina è cosi profonda e immensa che, per quanto la conosca, l’anima può entrare sempre più dentro, poiché essa è immensa e contiene delle ricchezze incomprensibili” (CB 36,9-10).

La testimonianza dei discepoli non li sottrae dall’essere nel mondo, ma li invita a crescere nell’unità che ha la sua fonte in Dio Trinità: il loro compito è quello di non lasciarsi assimilare da una logica mondana, e questo si traduce nell’unità e nell’amore fraterno. Anche il mondo che tendenzialmente rifiuta la parola di Gesù può disporsi a credere quando vede che i discepoli si amano.

Preghiamo.
(dalla “Orazione dell’anima innamorata” di san Giovanni della Croce)

Non mi toglierai, o mio Dio, ciò che un giorno mi hai dato nel tuo unico Figlio, nel quale mi hai concesso tutto quello che desidero. Miei sono i cieli e mia la terra, mie sono le genti, miei sono i giusti e miei i peccatori; gli angeli sono miei e mia è la Madre di Dio, tutte le creature sono mie. Dio stesso è mio e per me, perché Cristo è mio e tutto per me.
E allora, cosa vuoi, cosa cerchi ancora, anima mia? Tuo è tutto questo ed è tutto per te. Non ti abbassare al di sotto di questo e non accontentarti delle briciole che cadono dalla mensa del Padre tuo. Va’ e gloriati della tua gloria; nasconditi in essa e godila, così saranno esauditi i desideri del tuo cuore.

Una buona e santa giornata a tutti!

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