di fra Claudio Grana
– Comunità di Bocca di Magra (SP) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 19 dicembre 2023.
Tempo di Avvento. Novena di Natale.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1, 5-25)
Al tempo di Erode, re della Giudea, vi era un sacerdote di nome Zaccarìa, della classe di Abìa, che aveva in moglie una discendente di Aronne, di nome Elisabetta. Ambedue erano giusti davanti a Dio e osservavano irreprensibili tutte le leggi e le prescrizioni del Signore. Essi non avevano figli, perché Elisabetta era sterile e tutti e due erano avanti negli anni.
Avvenne che, mentre Zaccarìa svolgeva le sue funzioni sacerdotali davanti al Signore durante il turno della sua classe, gli toccò in sorte, secondo l’usanza del servizio sacerdotale, di entrare nel tempio del Signore per fare l’offerta dell’incenso.
Fuori, tutta l’assemblea del popolo stava pregando nell’ora dell’incenso. Apparve a lui un angelo del Signore, ritto alla destra dell’altare dell’incenso. Quando lo vide, Zaccarìa si turbò e fu preso da timore. Ma l’angelo gli disse: «Non temere, Zaccarìa, la tua preghiera è stata esaudita e tua moglie Elisabetta ti darà un figlio, e tu lo chiamerai Giovanni. Avrai gioia ed esultanza, e molti si rallegreranno della sua nascita, perché egli sarà grande davanti al Signore; non berrà vino né bevande inebrianti, sarà colmato di Spirito Santo fin dal seno di sua madre e ricondurrà molti figli d’Israele al Signore loro Dio. Egli camminerà innanzi a lui con lo spirito e la potenza di Elìa, per ricondurre i cuori dei padri verso i figli e i ribelli alla saggezza dei giusti e preparare al Signore un popolo ben disposto».
Zaccarìa disse all’angelo: «Come potrò mai conoscere questo? Io sono vecchio e mia moglie è avanti negli anni». L’angelo gli rispose: «Io sono Gabriele, che sto dinanzi a Dio e sono stato mandato a parlarti e a portarti questo lieto annuncio. Ed ecco, tu sarai muto e non potrai parlare fino al giorno in cui queste cose avverranno, perché non hai creduto alle mie parole, che si compiranno a loro tempo».
Intanto il popolo stava in attesa di Zaccarìa, e si meravigliava per il suo indugiare nel tempio. Quando poi uscì e non poteva parlare loro, capirono che nel tempio aveva avuto una visione. Faceva loro dei cenni e restava muto.
Compiuti i giorni del suo servizio, tornò a casa. Dopo quei giorni Elisabetta, sua moglie, concepì e si tenne nascosta per cinque mesi e diceva: «Ecco che cosa ha fatto per me il Signore, nei giorni in cui si è degnato di togliere la mia vergogna fra gli uomini».
Il Vangelo di oggi si apre col nome del re Erode e si conclude con la lode per l’opera del Signore. Tutto ciò che sta nel mezzo, è come una dimostrazione per episodi concreti che le sorti della storia non dipendono dai potenti della terra, ma sono in mano a Dio. Pur attraverso le trame e le malvagità che ogni tempo conosce, Dio interviene e opera con la sua grazia e la sua potenza, a salvezza delle singole persone e anche della storia generale del mondo.
Vediamo poi le reazioni davanti all’opera di Dio. Zaccaria non crede: la vecchiaia e l’amarezza lo hanno chiuso alla speranza, al punto di dubitare dell’annuncio celeste. Invece Elisabetta ringrazia e loda Dio. E noi, come reagiamo all’opera di Dio nella nostra vita? Ce ne accorgiamo? Come Zaccaria, siamo un po’ vecchi nel cuore, delusi e increduli? O siamo capaci di accogliere i suoi doni, di lodare e ringraziare, come Elisabetta?
Un ultimo pensiero sulle parole dell’annuncio. Il dono di Dio suscita due frutti. Il primo è la gioia, l’esultanza, il rallegrarsi. Ecco cosa riceve chi crede e accoglie il dono di Dio: la gioia di una vita nuova. Il secondo è la conversione: “ricondurre” al Signore, “preparare” al Signore un cuore ben disposto. E’ un frutto che diventa nuovo annuncio e apre a nuovi doni di Dio, seminando il Vangelo e il regno di Dio. Sia così per tutti noi in questo santo Natale.
Preghiamo.
O Dio che, con il parto della santa Vergine,
hai rivelato al mondo lo splendore della tua gloria,
fa’ che veneriamo con fede viva
e celebriamo con fervente amore
il grande mistero dell’incarnazione.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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