di padre Michele Goegan
– Comunità di Genova –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 20 dicembre 2023.
Tempo di Avvento. Novena di Natale.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,26-38)
Al sesto mese, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallégrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.
Una volta in convento ho visto un libro sull’Annunciazione nell’arte e subito l’ho sfogliato rimanendo incantato davanti alle opere che immortalano questo momento cruciale della nostra storia di salvezza.
Le parole del racconto evangelico non sono tante ma hanno dato vita a una ricchezza di rappresentazioni meravigliosa.
Compaiono sempre Maria giovane donna, un Angelo con un giglio, il silenzio di una camera accompagnati da mille altri simboli che incorniciano la scena: un libro, un inginocchiatoio, un gomitolo di lana rosso, talvolta i progenitori Adamo ed Eva cacciati dal Paradiso. C’è aria di familiarità, di pudore, di tempo sospeso nell’attesa della risposta…
Questa ragazza di 15 anni ci ha cambiato la vita! Fra qualche giorno festeggiamo il Natale perché lei ha accettato di cambiare la sua vita per Dio e per tutti noi.
Scontato il suo “sì”….forse no! E’ stata turbata, non se lo aspettava, ha potuto scegliere, ha avuto qualche domanda di chiarimento ma poi ha acconsentito. Per questo mi piace ancora di più il commento che ne fa San Bernardo e che oggi si legge nell’Ufficio delle Letture: incalza e sollecita Maria perché dia subito il suo “sì”, mentre tutti i progenitori e noi aspettiamo trepidanti la sua risposta positiva non perché dubbiosi ma perché desiderosi della salvezza.
All’inizio pensavo che fosse solo un artificio letterario per coinvolgere emotivamente il lettore ma poi credo che sia una cosa vera chiedere, desiderare che questa ragazza non si tiri indietro ma nella sua libertà possa essere disponile a Dio che le chiede di collaborare con Lui. Con la stessa intensità con cui desideriamo il suo “sì” desideriamo anche il nostro “sì” a Dio. La salvezza è passata attraverso di lei e oggi ci chiede di passare attraverso di noi! Perché temere? Dio non sciupa ma nobilita, raffina la nostra vita rendendola ardente di amore vero.
In un angolo del nostro cuore ricreiamo quella stanza benedetta in cui incontrare il Signore e diciamo anche noi: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola»
Preghiamo.
Tu hai voluto, o Padre,
che all’annuncio dell’angelo
la Vergine immacolata concepisse il tuo Verbo eterno,
e avvolta dalla luce dello Spirito Santo
divenisse tempio della nuova alleanza:
fa’ che aderiamo umilmente al tuo volere,
come la Vergine si affidò alla tua parola.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti voi!
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