di padre Davide Sollami
– Comunità di Arenzano (GE) –
***
Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 22 dicembre 2023.
Tempo di Avvento. Novena di Natale.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 1,46-55)
In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno
beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».
Se le «sette parole di Gesù in croce» sono note, le parole di Maria nei Vangeli, non hanno avuto la stessa eco nella tradizione cristiana. Se si contano, sono «sei». Lei, Donna del Silenzio, parla poco e quando lo fa lascia il segno.
Pronuncia in tutto di 154 vocaboli (compresi articoli, pronomi e particelle) dei quali ben 102 nell’inno del Magnificat.
All’Annunciazione ascoltiamo per la prima volta la voce di Maria: «Come avverrà questo? Io non conosco uomo» (Luca 1,34). La seconda parola è il Fiat della Vergine (Luca 1,38). Durante la visita a Elisabetta, ecco la terza parola: il Magnificat (Luca 1,46-55).
Ogni sera la chiesa eleva a Dio il cantico di Maria, un inno alla gioia della fede che ci ricorda la dimensione festiva del cristiano.
Nella prima parte (vv. 48-50) viene esaltata la bontà dell’Onnipotente e la disponibilità di chi accetta di condividere il suo disegno. Nella seconda (vv. 51-53), si annuncia un capovolgimento di prospettiva: la fedeltà del Salvatore che ha già dato storicamente prova della sua bontà. Nella terza parte (vv. 54-55) si prende coscienza che quando Dio fa una promessa, la mantiene e questa si realizza in Gesù.
E tutto il Signore lo compie servendosi di strumenti semplici e nascosti, lontano dai riflettori del mondo. Del resto, le forze chiassose e prepotenti del mondo passano, le star cadono, ma l’opera divina rimane.
La Madre ci insegna così a riconoscere che Dio è fedele. Ogni giorno e per tutta la vita. Ecco il motivo della gioia cristiana che “non possiamo tacere” (At 4,20).
Seguiranno altre parole di Maria, ma oggi facciamo nostre una volta di più il canto del Magnificat.
Preghiamo.
O Dio, ti magnifichi la tua chiesa perché hai operato grandi cose.
Concedici di condividere anche la gloria del redentore.
Per Cristo nostro Signore. Amen.
E su tutti voi, amici del Caffè Carmelitano, invoco la benedizione di Dio.
Una buona e santa giornata a tutti!
***
***
Ricevi ogni mattina il testo del Caffè sulla tua email:
***
Visita i nostri siti:
***




Devi effettuare l'accesso per postare un commento.