di padre Marco Garagnani
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 23 dicembre 2023.
Tempo di Avvento. Novena di Natale.
Dal Vangelo secondo Matteo (1,57-66)
In quei giorni, per Elisabetta si compì il tempo del parto e diede alla luce un figlio. I vicini e i parenti udirono che il Signore aveva manifestato in lei la sua grande misericordia, e si rallegravano con lei.
Otto giorni dopo vennero per circoncidere il bambino e volevano chiamarlo con il nome di suo padre, Zaccarìa. Ma sua madre intervenne: «No, si chiamerà Giovanni». Le dissero: «Non c’è nessuno della tua parentela che si chiami con questo nome».
Allora domandavano con cenni a suo padre come voleva che si chiamasse. Egli chiese una tavoletta e scrisse: «Giovanni è il suo nome». Tutti furono meravigliati. All’istante gli si aprì la bocca e gli si sciolse la lingua, e parlava benedicendo Dio.
Tutti i loro vicini furono presi da timore, e per tutta la regione montuosa della Giudea si discorreva di tutte queste cose. Tutti coloro che le udivano, le custodivano in cuor loro, dicendo: «Che sarà mai questo bambino?». E davvero la mano del Signore era con lui.
“Dono di Dio”, “Dio ha esaudito”, “il Signore è Misericordioso”. Sono questi i tre significati principali del nome di origine ebraica “Giovanni”, che santa Elisabetta e san Zaccaria hanno voluto confermare al loro figlio al momento della sua circoncisione. L’episodio ci ricorda l’importanza della scelta del nome per ogni neonato e, soprattutto per ogni battezzato. Con il nome, i genitori ci hanno attribuito un identificativo, una missione…siamo nati per una certa missione. Elisabetta ha visto in Giovanni il compimento della misericordia di Dio nei suoi confronti…infatti “Colei che era detta sterile” ha partorito.
Ma soprattutto per Zaccaria si compie il miracolo dello scioglimento della lingua affinché possa risultare con evidenza il compimento della volontà di Dio nella scelta del nome inusitato. Quel bimbo veramente doveva chiamarsi Giovanni. La sua esistenza dedita all’assoluto di Dio e al perdono dei peccati per preparare Israele all’incontro con Gesù, manifestano l’adesione integrale di Giovanni alla volontà di Dio significata nel suo nome.
Oggi siamo chiamati, in preparazione al Natale, a riconsiderare l’importanza del nostro nome, a verificare come stiamo vivendo la missione di cristiani alla luce del nostro nome. I nostri genitori, infatti, l’hanno scelto ispirati da Dio e il nome ci segna per sempre. Solo se il nostro nome ci appartiene in modo vitale allora possiamo accogliere in noi il nome dei nomi, Gesù “Dio salva”, il nostro Salvatore che molto presto verrà per noi.
Preghiamo.
Dio onnipotente ed eterno,
contemplando ormai vicina la nascita del tuo Figlio,
rivolgiamo a te la nostra preghiera:
ci soccorra nella nostra indegnità
il Verbo che si è fatto uomo
nascendo dalla Vergine Maria
e si è degnato di abitare in mezzo a noi.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti!
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