di padre Piergiorgio Ladone
– Comunità di Arenzano (GE) –
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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 25 dicembre 2023.
Natale del Signore.
Dal Vangelo secondo Luca (Lc 2,15-20)
Appena gli angeli si furono allontanati da loro, verso il cielo, i pastori dicevano l’un l’altro: «Andiamo dunque fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».
Andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Gli angeli, i pastori, Maria sono i grandi protagonisti di questa scena che conosciamo molto bene, ma che, forse proprio per questo, ormai non ci tocca più di tanto. Una scena che appartiene alla storia del mondo intero, ma che di fatto vale solo per gli uomini di buona volontà, ossia di coloro che si lasciano amare da Dio, accogliendo nella propria vita il Mistero della sua incarnazione, della sua umanità … mi auguro tutti quanti noi.
Una scena che ogni anno a Natale assaporiamo anche come poesia, certo, ma che proprio in quanto tale, intende evocare in noi una dimensione che va oltre la semplice memoria storica, una dimensione che dovrebbe portarci a fare esperienza che ogni giorno può essere Natale. Proviamo allora ad accogliere simbolicamente l’insegnamento che ci arriva dagli angeli, dai pastori e da Maria.
Gli angeli, messaggeri del mistero di ciò che Dio desidera operare nella nostra vita, ci invitano a non fidarci delle nostre false sicurezze terrene e ad aprirci alla Verità che viene dall’alto, ma che nel contempo è già presente in germe dentro di noi.
I pastori, nella loro precarietà e provvisorietà di vita, bisognosi pertanto di un cambiamento radicale, ci indicano qual è la situazione migliore per accogliere questa Verità, camminando con sollecitudine verso di essa.
Maria, infine, nel custodire, meditandolo nel suo cuore, tutto ciò che accadeva, ci insegna come la conoscenza e consapevolezza di questa Verità non è impresa di un momento, ma è il senso stesso del cammino di tutta una vita in cui impariamo a far tesoro di tutte le realtà che ci accadono, confrontandole tra di loro, alla luce della Parola di Dio.
E, allora, può essere proprio questo l’augurio più bello che dovremmo scambiarci: sentirci piccoli, ossia bisognosi di imparare a crescere abbandonandoci con fiducia alla volontà di Dio che è la Verità che ci fa liberi.
Preghiamo.
Signore, Dio onnipotente,
che ci avvolgi della nuova luce del tuo Verbo fatto uomo,
fa’ che risplenda nelle nostre opere
il mistero della fede che rifulge nel nostro spirito.
Per Cristo, nostro Signore. Amen.
Una buona e santa giornata a tutti,
con la consueta benedizione di Gesù Bambino
in questo 25 del mese, giorno a lui dedicato.
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