Caffè di domenica 7 gennaio 2024

di padre Federico Trinchero
– Comunità di Arenzano (GE) –

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Buongiorno, cari amici, con il caffè carmelitano di oggi, 7 gennaio 2024.

Festa del Battesimo di Gesù.

Dal Vangelo secondo Marco (Mc 1,7-11)

In quel tempo, Giovanni proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo». Ed ecco, in quei giorni, Gesù venne da Nàzaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. E, subito, uscendo dall’acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l’amato: in te ho posto il mio compiacimento».

La parola battesimo evoca per tutti noi il giorno in cui siamo diventati cristiani, cioè ci è stato cancellato il peccato originale e siamo diventati figli di Dio. Nel caso di Gesù niente di tutto ciò. Gesù non è diventato figlio di Dio, ma lo è da sempre. E neppure ha mai commesso un peccato. E allora perché i Vangeli riportano quest’avvenimento del battesimo di Gesù nelle acque del Giordano per le mani di Giovanni? Perché Gesù ha compiuto un gesto che non aveva nessun bisogno di compiere? Gesù lo ha fatto per noi, per dirci qualcosa, per mostrarci chi era, cosa stava per fare e soprattutto in che modo l’avrebbe fatto. 

Fino al momento del suo battesimo, cioè all’incirca verso i trent’anni, Gesù era un uomo come tanti altri. Viveva a Nazareth con sua madre, lavorava come ogni uomo e, come ogni ebreo, pregava e frequentava la sinagoga. Ma non predicava, non faceva miracoli e non aveva un seguito dietro di lui come i maestri del tempo erano soliti avere. Solo poche persone sapevano o avevano intuito qualcosa del mistero che si nascondeva in quell’uomo apparentemente uguale agli altri: Maria, sicuramente, e poi Giuseppe, Elisabetta e Zaccaria, Simeone e Anna, i pastori di Betlemme, i magi venuti da Oriente, Giovanni Battista. Ma quasi nessuno poteva immaginare che quell’uomo che era molto probabilmente il Messia, era anche il Figlio di Dio e soprattutto in che modo avrebbe salvato non solo Israele, ma il mondo intero. 

Nel momento del battesimo al Giordano la vera identità di Gesù viene come rivelata, anche se non da tutti riconosciuta. Se nel tempo di Avvento, insieme al profeta Isaia, avevamo implorato il Signore di squarciare il cielo e discendere… ora il cielo si è definitivamente squarciato e il Salvatore, vero Dio e vero uomo, è tra noi. E scopriamo che Gesù non è solo, ma ha una famiglia in cielo, ha un Padre da cui è eternamente e unicamente amato, che in lui ha posto ogni speranza e ogni volontà per la nostra salvezza e che quest’opera di salvezza sarà accompagnata e realizzata dallo Spirito Santo che, se ora scende sul Messia come per consacrarlo nella sua nuova missione, poi scenderà su ogni uomo che riconoscerà in Gesù il Signore e accoglierà la sua salvezza. E questo è il mistero del nostro battesimo. 

Il Figlio di Dio per salvarci poteva scendere dall’alto come il Deus ex machina delle tragedie greche per risolvere i problemi degli uomini. Ha invece preferito mescolarsi con la nostra natura umana, mettersi in fila con i peccatori, confondersi con i malfattori, salire su una croce, morire per noi e salire in cielo con noi con quella macchina che si chiama Chiesa.

Preghiamo

Unico Figlio del Padre, tu vieni a noi dal cielo, primo tra molti fratelli. Nelle acque del battesimo tu purifichi e consacri coloro che in te credono. La tua vittoria pasquale riscatta le creature, infonde la vita nuova. ​O redentore degli uomini, spezza i sigilli del male, concedi al mondo la pace. ​Rimani sempre con noi, irradia nei nostri cuori il dono della tua luce. Amen.

Buona domenica a tutti voi!

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